Favorire il lavoro

Il lavoro nobilita e genera la salute personale, famigliare e sociale.

Il lavoro nobilita perché rende la persona utile al benessere ed alla funzionalità umana, genera la salute personale perché permette di sperimentare creatività ed autoefficacia, permette il benessere famigliare perché crea un ambiente produttivo e dinamico, favorisce una società sana perché crea funzionalità ed economia.

Il lavoro è uno scambio di prodotti e servizi tra i cittadini, che può funzionare tramite il baratto o con l’ausilio di denaro.

Impedire la libera diffusione del lavoro impedisce il benessere economico e la salute delle persone, delle famiglie e della società.

In alcuni Paesi il lavoro è bloccato dalla eccessiva burocrazia. L’avvento del web e delle app sugli smartphone, permettono oggi un libero scambio di prodotti e servizi lavorativi.

Come rinnovarsi

Per rinnovarci è sufficiente liberarci dell’accumulo. Quante cose abbiamo accumulato nell’anno appena passato?
Allora, prendiamo uno scatolone e mettiamoci dentro le cose che abbiamo da tempo, ma che non usiamo più.
Vestiti, scarpe, oggetti, utensili che ingombrano le nostre case, sono utili a chi ne ha necessariamente bisogno.
Diamo un’occhiata ai nostri armadi. Sgombriamo dell’eccesso la soffitta ed il garage, facciamo un bel carico e liberiamocene.

Liberiamoci anche dall’eccesso di informazioni, perché anche queste intasano e rendono improduttivi.

Rinnoviamoci.

Archeologia ed impresa

Il mondo dell’archeologia ci mostra gli eventi delle epoche passate, civiltà del passato, animali preistorici ed anche archeologia industriale.
Il futuro economico dell’Italia, ma anche di tanti altri Paesi nel mondo, potrà essere legato al turismo archeologico e culturale.

La natura ci porta in una dimensione magica, nessuno può resistere al suo fascino. Qualunque business è legato ad esperienze emozionali.

Quali sono le zone archeologiche e naturalistica della tua zona?
Conviene individuarle, perché in futuro potrebbero essere il fulcro di imprese di piccole e grandi dimensioni.

Paradossalmente, in questo periodo di crisi, ci troviamo di fronte ad infinite opportunità per avviare imprese nuove, che hanno le logiche della sostenibilità.

Il denaro come leva

Che fine fanno gli euro che incassiamo? Il denaro è un’energia che ci permette di aumentare la nostra qualità di vita. Dunque, se il denaro è energia, bisogna capire come usarlo in maniera potenziante e produttiva.

Due esempi.

1. Se il tuo denaro è usato per pagare dei debiti contratti per l’acquisto di cose di cui non hai bisogno, tu stai sprecando la tua energia.

2. Se hai speso una parte del tuo denaro per aumentare le tue competenze professionali, affinché possano migliorare le tue prestazioni presso il tuo datore di lavoro o i tuoi clienti, tu stai generando energia produttiva e potenziante.

Nel primo esempio il tuo denaro ti ha viziato, nel secondo esempio invece ti ha potenziato.

Naturalmente, per comprendere questo principio bisogna essere consapevoli della mappa dei propri obiettivi.

Se prendiamo in esame il comportamento di chi butta il proprio denaro in una macchinetta del video-poker, capiamo che ci troviamo di fronte ad una persona priva della propria mappa degli obiettivi. Per fare in modo che i nostri euro generano benessere, dobbiamo necessariamente configurare  la nostra mappa di obiettivi che favoriscono il benessere reale.

Obiettivi generici: lusso. auto, ville, viaggi, abiti, gioielli.

Obiettivi che agiscono sul miglioramento reale: trasferirsi il città e Paesi con migliore qualità della vita, avere più tempo, frequentare persone con un livello educativo e culturale più elevato.

Semplice strategia di apprendimento

Quello che sappiamo, o che crediamo di sapere, costituisce uno dei principali impedimenti all’apprendimento, perché è più facile imparare che disimparare.

"L'unica cosa che interferisce con il mio apprendimento è la mia educazione." ~ Albert Einstein

Il mondo circostante “che frequentiamo” (Tv, radio, siti web, amici, ambiente di lavoro) ribadisce costantemente quello che ha determinato la nostra attuale posizione. Lo sviluppo personale invece, richiede un cambiamento, un avanzamento, delle nuove conoscenze per interpretare il mondo.

Il processo che pochi affrontano è quello del cambiamento, perché i più sono spaventati da ciò che non conoscono e preferiscono restare in ambienti sicuri e quindi confortevoli.

E se affrontassimo il processo di cambiamento in modo graduale? Del resto nessuno ci mette fretta.
Iniziamo sostituendo progressivamente le nostre fonti di informazione, esploriamo nuove conoscenze, divertiamoci a vedere le possibilità e lasciamo per ultime le ipotesi di difficoltà.

L’esplorazione fiduciosa consente l’apertura al processo di apprendimento.

Lo sport rende più produttivi

Chi vuole raggiungere i propri obiettivi ha la necessità di abituarsi allo sforzo prolungato, al superamento dei propri limiti e alla costanza. Lo sport è uno dei mezzi migliori per acquisire queste preziosissime abilità.

La palestra per il nostro corpo allena anche la nostra mente, la frequenza costante porta ai risultati. Occorre essere costanti.

Molte persone si iscrivono in palestra con tutti i migliori propositi, poi iniziano a saltare una alla volta le sedute per un motivo o per un altro.
Allo stesso modo, tendiamo a rimandare gli impegni che ci appaiono ripetitivi, noiosi o che richiedono uno sforzo. Studiare, curare le pubbliche relazioni, approcciare un cliente, risolvere una questione fiscale o burocratica, mettere ordine, eliminare il superfluo, spesso queste attività importanti vengono rimandate.

Chi vuole fortificarsi alla volontà e alla costanza, può fortificarsi attraverso la pratica costante dello sport, che allena sia il fisico che la mente.

Inizi a vivere quando smetti di preoccuparti

Le preoccupazioni (pre-occupazioni) ci impediscono di vivere pienamente. Avere continuamente impegnata la mente su problemi reali e/o ipotetici, ci mette in uno stato di tensione che danneggia la salute e le relazioni.

Perché ci pre-occupiamo?
Quasi totalmente, per ipotetici fatti sgradevoli o pericolosi che ci potrebbero capitare. Le nostre preoccupazioni si attivano quando si presuppone un rischio per la propria immagine personale e per la salute. Abbiamo paura di fare brutte figure o di ammalarci, e le stesse inquietudini le proiettiamo alle persone che ci circondano. Il tutto assume un carattere virale.

Andrebbe però fatta una seria analisi, su quante di queste inquietudini ci vengono indotte dalla televisione, dal web e dalle persone che “starnutiscono” i virus delle preoccupazioni. Block notes alla mano, buttiamo giù un elenco delle fonti che ci inducono tensioni ed ansie.

Quando smettiamo di preoccuparci, magicamente iniziamo a vedere tutto il bello che circonda, dal cielo azzurro agli occhi delle persone che ci amano e ci vogliono bene.

Inizi a vivere quando smetti di pre-occuparti.

La palestra dello sviluppo personale

Chi è orientato al miglioramento personale necessita quotidianamente di mettere in pratica quanto apprende, altrimenti rimane in stallo e non si evolve.

Il contesto in cui vivi favorisce lo sviluppo dei tuoi talenti? Vivi in un ambiente meritocratico orientato a premiare impegno e meriti?

E’ noto (a tutti?) che le eccellenze in un determinato campo si sviluppano laddove viene praticata quella specifica abilità. Alcuni esempi sono le aree del tessile, della calzatura, delle arti.

L’ambiente il cui vivi, il tuo contesto sociale e le persone che frequenti, favoriscono lo sviluppo dell’abilità per cui hai talento e che vuoi perfezionare?
Perché se non riesci in senso pratico a coltivare ogni giorno le abilità che hai o che vuoi apprendere, ti adeguerai ad una realtà che non è la tua e che ti porterà inevitabilmente, o alla frustrazione o alla mediocrità.

Il benessere, una questione di abitudini

Repetita iuvant
“La pratica fa il maestro”.

Salute e forma fisica non sono altro che il frutto delle nostre abitudini.

  • Come abbiamo acquisito il nostro stile di vita?
  • Chi ci ha educato è stato esempio di uno stile di vita benefico ed equilibrato?
  • Le persone che frequento mi inducono alle buone abitudini?
  • Il mio stile di vita induce al benessere le persone che ho intorno a me?

Semplici domande che producono responsabilità e buone prospettive.

Aumentare la fiducia

Per eliminare la sfiducia bisogna continuamente animarsi con fede e fiducia.

Strategia:

  • ignoriamo i pensieri scoraggianti constatando che sono inutili;
  • evitiamo le persone disfattiste che si lamentano di tutto e di tutti, sono contagiose;
  • meritiamo l’amicizia e la frequentazione di persone gioiose e propositive;
  • coltiviamo pensieri di fede e fiducia;
  • leggiamo libri e riviste che ci ispirano;
  • stiamo più tempo possibile a contatto con la natura;
  • aiutiamoci con la preghiera.

Perché non lamentarsi?

Lamentarci ci impedisce di cercare e vedere le soluzioni.

Di fronte alle tante difficoltà che incontriamo ogni giorno, a volte viene spontaneo lamentarsi. Tuttavia è meglio non farlo, perché altrimenti sentenziamo la realtà che proprio non vogliamo.

Quando ci lamentiamo? Solitamente tutte quelle volte che non abbiamo soluzioni al problema che ci assilla. Se sapessimo come fare, agiremmo per la risoluzione senza neanche pensarci.

La scelta (e la cultura) di lamentarsi è spesso un’opzione passiva, cioè scegliere di rimanere inoperosi di fronte al problema che abbiamo di fronte. Bisogna però ricordare, che un problema è quasi sempre uno stimolo che ci spinge ad un miglioramento personale, economico, educativo, relazionale, fisico, attitudinale.

Chi vuole crescere non può permettersi la passività, quindi non gli è utile lamentarsi. Nel momento in cui smettiamo di lamentarci attiviamo immediatamente il processo di risoluzione, automaticamente andremo a chiederci come risolvere e chi ci può eventualmente aiutare.

Si tratta di un allenamento, di conseguenza è bene evitare tutto ciò che ci fa retrocedere, cioè tutte le lamentele propagate da persone che conosciamo e dai mezzi d’informazione.

Tieni la mappa sott’occhio?

La nave si dirige verso una destinazione, durante la navigazione il Comandante mantiene la rotta consultando costantemente la mappa.

Tu hai scelto la tua destinazione (obiettivo)? Hai deciso quale rotta intraprendere e quanto tempo vuoi impiegare per arrivarci (strategia)?

Quello che ti succede se non hai costantemente la tua mappa sott’occhio:
– ti distrai (facebook, chat, ecc.),
– manchi la rotta (urgenze, imprevisti, ecc.),
– perdi il vento favorevole (notiziari, demotivazione, ecc.).

Dunque hai la tua mappa sott’occhio?
Qual’ora non l’avessi ancora preparata, ecco cosa fare:
1) scrivi il tuo stile di vita ideale,
2) scrivi i nomi di 1-3 persone che hanno già raggiunto il tuo stesso obiettivo,
3) scrivi tre azioni richieste per raggiungere il tuo obiettivo,
4) scrivi le mansioni da delegare ad altri (soci, consulenti, dipendenti),
5) crea una mappa giornaliera-settimanale con le azioni che ti riguardano.

Il punto 5 è la tua mappa, da tenere sempre sott’occhio per verificare la destinazione, la rotta e la velocità costante.

Cogliere un’opportunità

Ciao Luciano, sono un ragazzo di 25 anni, mi chiamo Daniele. Ti seguo da alcuni mesi, e volevo ringraziarti tantissimo per i tuoi consigli. Circa 1 anno fa ho avuto un incidente stradale e sono stato operato al ginocchio destro. Sono stato costretto a fare 2 mesi di palestra per la riabilitazione e la fisioterapia, nel frattempo ho conosciuto il tuo sito.
Paradossalmente l’incidente stradale è stata la cosa più bella che potesse capitarmi: senza di esso non avrei mai saputo quanto è bello fare un’attività fisica costante e seguire le regole per il benessere psicofisico. La “nuova” attività fisica unita ai tuoi consigli mi ha rinvigorito incredibilmente. Adesso vivo seguendo il benessere e traggo soddisfazione da ogni pasto che mangio.
Grazie infinite di tutto… continuo a seguirti, e cerco di convertire tanti più amici nella via del benessere.
Grazie Luciano,
Un abbraccio
Daniele

(24 giugno 2009)

Ho ricevuto diverse email come quella di Daniele, è stupefacente constatare i benefici che possono scaturire da alcuni piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane.

Il benessere è alla portata della maggior parte delle persone, basta spostare l'attenzione su ciò che è essenziale per rendersene subito conto.

Daniele ha saputo cogliere un’opportunità da uno svantaggio, grazie all’incidente ha avuto modo di fermarsi a riflettere e sperimentare il meglio.

E’ un buon segno

È curioso constatare che la maggior parte delle persone non accetta le critiche aperte. Eppure queste sono utilissime se interpretate nel modo giusto.
La critica ci dice quello che non facciamo bene, quindi ci consente di scartare tutto ciò che non riguarda i nostri punti di forza.

Quando riceviamo una critica in famiglia o sul posto di lavoro, chiediamo: ok, questo è un mio difetto, ma qual è secondo te il mio punto di forza?

Educhiamo ed educhiamoci ad uscire dalla mediocrità.
La nostra è un’epoca in cui vi è il contagio della mediocrità. I genitori vogliono figli nella media, la scuola ha programmi standard anziché favorire le risorse individuali, nei posti di lavoro è assente sia la creatività che il merito.

Sono stati inventati i partiti di centro destra e centro sinistra, in modo che le persone possono sentirsi “a posto” nella media.

Se sei su questo sito e stai leggendo, probabilmente NON vuoi essere un mediocre nella nella media.
È un buon segno.

Sei riferimento?

Prima dell’avvento della televisione i miti erano personaggi storici o mitologici, ma il riferimento per i giovani rimanevano di solito i genitori e le persone anziane.

La televisione ha creato nuovi riferimenti, che in genere fanno parte del mondo dello spettacolo e dello sport. Attori, cantanti, piloti e calciatori, acquisiscono totalmente l’attenzione dei giovani e ne dettano i costumi ed i “valori”.
Con questa nuova realtà che si è strutturata ormai da decenni, occorre chiedersi in che modo oggi si educa.

E' paradossale vedere in televisione personaggi esaltati come miti del calcio, che promuovono giochi a premi in denaro (praticamente il gioco d'azzardo) o junk food (il cosiddetto cibo spazzatura).

Come certo saprai, educare significa tirar fuori il meglio da una persona, in funzione dello sviluppo del suo talento e di ciò che è funzionale al benessere sociale.
Domanda: quello che la televisione oggi diffonde, è funzionale allo sviluppo del talento individuale e del benessere sociale? In poche parole, la televisione educa tirando fuori il meglio dalle persone, oppure diffonde costumi che degradano la società?

Se tieni ancora acceso il televisore in sala da pranzo, dovresti portele queste domande.

L’abitudine a risparmiare

Nell’era del boom economico c’è stato un flusso costante e cospicuo di denaro in quasi tutte le famiglie, tuttavia la maggior parte delle persone ha mantenuto l’abitudine a risparmiare negli acquisti.

Prima dello sviluppo del settore produttivo, che ha garantito posti di lavoro a tutti, risparmiare significava acquistare un prodotto di qualità al prezzo più basso. Oggi invece, significa comprare al prezzo più basso possibile senza constatarne la qualità.

Cambiare le abitudini.
Ogni persona umanamente responsabile riflette su quello che porta a tavola. Oggi comprare cibi scadenti ed a basso costo, significa mettere a rischio la salute propria e quella delle persone care.

E’ opportuno acquisire nuove abitudini guardando si il prezzo, ma anche l’etichetta e la provenienza di quello che compriamo.

Far emergere l’unicità personale

Pungolo: ti pungolano? Tu pungoli?

Chi ti pungola? Chi ti sta spingendo e responsabilizzando verso le sviluppo delle tue unicità personali?
Come certo saprai tutto quello che è inflazionato svaluta, perde di valore e viene alla fine persino disprezzato.

Il tuo valore unico.
Ogni essere umano ha qualcosa di unico da offrire-vendere al mondo, il compito di genitori ed educatori è far emergere questa unicità in ogni individuo.

Domande.
Chi ti circonda ed ha una responsabilità e un’influenza su di te, ti sta spingendo a far emergere la tua unicità oppure vuole che tu sia nella media?
Con le persone che ami ti stai impegnando per far emergere la loro unicità oppure è più comodo per te che rimangano nella media.

Spesso per spingere qualcuno ad uscire dal proprio torpore (area comfort, mediocrità) occorre essere scomodi, ovvero pungolare. Forse avrai notato anche tu che oggi le persone sono estremamente suscettibili, cioè deboli. La fragilità di carattere è causata dal processo di omologazione perpetuato ormai da decenni,
Se ti hanno impostato uno standard (fashion, mode) e tu ti senti a tuo agio attenendoti scrupolosamente a quei canoni, evidentemente sei funzionale a qualcun altro e non certo a quello che è veramente il tuo valore personale.

Chi ti circonda ti pungola per far emergere la tua unicità? Tu pungoli chi ami per far emergere la sua unicità?

Le abitudini fanno la differenza

7 ABITUDINI CHE FAVORISCONO SALUTE, BENESSERE E FORMA FISICA


1. Dedica 50-60 minuti al giorno ad una piacevole passeggiata

2. Consuma ogni giorno frutta e verdura

3. Mettiti a letto ad un orario prestabilito

4. Organizza le ore dopo cena

5. A tavola tieni il televisore spento

6. Programma il tuo week-end

7. Coltiva pensieri di fede e fiducia

Trovi il manuale qui: clicca

Alternative allo zucchero bianco

Ami sperimentare i sapori dolci?

A chi è che non piacciono i dolci? Tra gelati, ricette casalinghe e pasticceria, siamo continuamente presi per la gola!
Tuttavia occorre limitare il consumo di zucchero, in modo particolare quello bianco raffinato.

Hai provato lo zucchero dei fiori di cocco? È un alimento ricco di sostanze benefiche ed ottimo da mettere sui dolci e sul gelato.
Provare per credere!

Alternative allo zucchero bianco

Come abituarsi a bere

D’estate la sete si fa sentire, inoltre dobbiamo mantenere l’attenzione sulla costante idratazione corporea. Senza il giusto apporto di liquidi, il nostro corpo non funziona.
Pesantezza alla testa, svogliatezza, mancanza di tono fisico ed emotivo. Spesso, questi disturbi sono causati da un mancato apporto idrico al nostro organismo.

Come invogliarsi a bere più acqua

Un buon metodo per abituarsi a bere, è rendere l’acqua più gustosa attraverso l’aggiunta di succhi o integratori in polvere. Il sapore ci abitua a consumare regolarmente un cibo, allo stesso modo accade con le bevande.
L’idea migliore è usare succhi di frutta naturali e concentrati da aggiungere all’acqua, d’estate possiamo usare anche gli integratori salini in polvere al gusto di arancia, limone, ecc.

Come abituarsi a bere?
Dando un buon sapore all’acqua!

Crema naturale da spalmare

Avete mai provato la crema di miele e nocciole? È deliziosa!
Ideale per la colazione, è anche una sana alternativa agli snack industriali.
Squisitissima sulle fette biscottate e sul pane, ottima sul gelato, irresistibile aggiunta al latte di soia o al caffè.

Come ottenere risultati

Per ottenere risultati occorre avere un obiettivo chiaro, che siamo in grado di visualizzare costantemente. Per questa ragione i maggiori esperti di sviluppo personale, consigliano di scrivere o disegnare il proprio obiettivo su un foglio, per tenerlo il più possibile davanti agli occhi.

Cosa ci può distogliere dal nostro obiettivo?
Premesso che tu sei una persona impegnata a sviluppare le proprie competenze personali, la tua condizione per ottenere risultati deve essere generativa.

Generativi, reattivi, attivi e passivi.
Siamo generativi quando stiamo operando per i raggiungere le nostre mete.
Siamo reattivi quando le nostre azioni reagiscono a stimoli e bisogni che non riguardano le nostre mete.
Siamo attivi quando stiamo facendo qualcosa tanto per farlo, senza un obiettivo, il cosiddetto fare per fare.
Siamo passivi quando non muoviamo nessuna azione o intenzione.

Sarai d’accordo con me che la condizione ottimale, per una persona che ha degli obiettivi, è quella generativa.

A cosa bisogna fare attenzione per rimanere in una condizione generativa?
Innanzitutto acquisire le abitudini del benessere, mettendo in pratica gli esercizi del libro che trovi su questo sito (www.benessere.it)
Chi ha un’attività in proprio invece, dopo aver acquisito i concetti del libro e si è posto in una condizione generativa, ha bisogno di maggiori capacità, cioè deve impegnarsi costantemente nel proprio sviluppo personale.
Trovi maggiori informazioni su www.sviluppopersonale.it

 

Come creare relazioni armoniose

Le relazioni sono basate su un continuo scambio reciproco di apprezzamenti, rassicurazioni, incoraggiamenti. L’armonia perfetta avviene quando entra il gioco l’amore, cioè il vero bene.

Amore, voler bene, ovvero favorire il bene.
Volere bene equivale a volere il bene, non ha a che vedere con l’affetto (affezionamento), che spesso è compiacente e/o possessivo.
Voler bene ad un’altra persona, significa impegnarsi a favorire nell’altro autonomia e abitudini che fanno scaturire salute fisica, mentale, spirituale ed economica.
Questi valori-competenze si acquisiscono con l’educazione.

I momenti educativi-relazionali avvengono quando si mangia insieme, nelle ore dopo cena e nel fine settimana.

Domanda: si può educare con il disturbo della televisione e delle notifiche degli smartphone?
Ed ancora, è possibile educare trascorrendo la domenica in ozio o nel chiasso dei centri commerciali?

A te la risposta.

Come aumentare il benessere personale e famigliare

Alcuni semplici azioni che si possono subito mettere in pratica e che determinano benefici immediati:

1 – Dedicare ogni giorno 40-50 minuti ad una piacevole passeggiata.
Bastano un paio di scarpe comode per praticare questa benefica attività all’aria aperta. Nella stagione fredda si può usufruire della parte più calda della giornata durante la pausa pranzo. Nella bella stagione invece è bene preferire le ore più fresche del mattino o della sera. Ricordarsi di evitare le aree a rischio criminalità, le zone isolate e le ore notturne. Per una maggiore sicurezza personale e per mantenere l’impegno quotidiano, si possono coinvolgere famigliari o amici.

2 – Aumentare il consumo di frutta e verdura fresca.
Includere negli spuntini mattutini e pomeridiani la frutta di stagione. Per invogliare i bambini (ma anche noi adulti) scegliere quella preferita ed optare eventualmente anche per le macedonie con l’aggiunta di miele o zucchero di canna integrale.
Portare in tavola a pranzo e cena sempre vari tipi di insalata di stagione. Per invogliare i bambini (ma anche noi adulti) creare della fantasie colorate. Si possono creare delle varianti più interessanti ed appetitose in versione agrodolce, aggiungendo aceto di vino ed un pizzico di zucchero di canna integrale.

3 – Togliere il televisore dalla sala da pranzo, o perlomeno spegnerlo nei momenti in cui si è riuniti per i pasti.
Sostituire con della musica rilassante come jazz, classica o celtica. Usare le web-radio, come ad esempio Jazzradio.com, dove non vengono trasmessi notiziari e pubblicità.

4 – Organizzare le ore dopo cena in modo creativo e divertente.
Evitare di lasciarsi dominare dalla pigrizia e farsi vincere da divano, televisione, pc e social network. Creare attività ed interessi di gruppo con famiglia, amici, condivisori di hobby ed interessi.
Alcune idee: leggere un libro di avventura, preparare dei dolci, preparare l’escursione per la domenica successiva, organizzare le vacanze, prepare regali creativi per le festività e compleanni, preparare biscotti ed altre pietanze da forno, preparare le conserve per la dispensa, vedere un film in dvd, raccontare storie, fare un gioco di gruppo, restaurare un mobile.

5 – Andare a letto entro le 22:30 – 23:00
Togliere il televisore dalla camera da letto, preferire la lettura di buoni libri o riviste sui propri hobby. Evitare il tablet con la connessione ad internet.

6 – Organizzare la domenica in modo rigenerante.
Evitare centri commerciali, abbuffate domenicali, divano e televisione. Per le visite ai parenti usare la giornata del sabato. Preferire escursioni all’aria aperta in campagna, al mare o in montagna. Visitare nuove località, centri storici, luoghi di interesse culturale, musei, mostre. requentando mostre e musei, al mare, in montagna, in campagna. Organizzarsi in modo informale, con abiti comodi, zainetti e panini.

Come acquisire autorevolezza in famiglia

Chi è la persona autorevole? È autorevole chi parla?
No, solitamente riceve più attenzione chi sa ascoltare.

La falsa idea è che si è brillanti, quando si ha sempre la battuta pronta. Evidentemente la televisione, con il suo continuo chiasso, ci ha abituati a ritenere un valore l’essere sempre al centro dell’attenzione.

Come tornare al dialogo, ristabilendo i ruoli di leadership all’interno della famiglia?
Si può agire in 3 semplici passi:
1) eliminare dai momenti di dialogo il televisore e gli smartphone,
2) ascoltare in maniera attiva senza interrompere,
3) usare le domande per comprendere bene e per guidare il discorso.

Pensare di avere autorevolezza soltanto perché si ha un ruolo genitoriale, non è più funzionale in questa epoca.
È autorevole chi ha un ruolo di riferimento, soprattutto nei momenti di difficoltà. Ciò si ottiene con l’esempio personale (quello che facciamo e NON quello che diciamo) e con l’ascolto paziente, paziente, paziente.

Ricordiamoci il punto 1: eliminare i fattori di disturbo nei momenti dedicati alla comunicazione.

Come cercare le erbe spontanee

La domenica è il giorno ideale da dedicare alla ricerca di erbe spontanee, asparagi selvatici, funghi e frutti di bosco. Ci si attrezza con zainetto, panini e bevande, si sceglie la località e via fuori di casa per una bella giornata all’aria aperta.

Prima di cimentarsi in attività autonome di raccolta, è importante imparare a riconoscere le piante commestibili. La cosa migliore da fare è partecipare ad un corso, imparare bene per poi essere liberi ed indipendenti.

L’interesse verso le erbe spontanee allieta il palato, diverte nella ricerca, offre soddisfazione per la raccolta,  ci fa stare all’aria aperta. Benefici questi, davvero incomparabili.

Come fare il pane in casa

Sempre più persone sono consapevoli della necessità di un’alimentazione più sana e sostenibile. Sono in molti quelli che stanno considerando, per quanto possibile, di prepararsi il cibo anziché comprarlo.

Il pane fatto in casa.
È risaputo che occorre limitare il cibo raffinato, in particolare le farine, così in molti si sono organizzati per fare il pane in casa.
C’è chi usa il lievito di birra, chi la pasta madre, molto pratico è il lievito naturale essiccato.

Per una maggiore velocità di cottura si consiglia la preparazione di panetti da 200 grammi.

Se usiamo il lievito secco la procedura è estremamente semplice, la lievitazione avviene in cinque ore e la cottura (realizzando panetti da 200 grammi, richiede meno di venti minuti in forno caldo a 200 gradi.

Quello che ti serve (preferisci ingredienti naturali biologici): farina tipo 2, lievito, zucchero, sale, olio extravergine d’oliva. Puoi aggiungere a piacere semi tostati, origano, uvetta, … o quello che vuoi tu.
Usando il lievito di pasta madre essiccato trovi tutte le istruzioni sulla confezione, è semplicissimo.

Quando fare il pane il pane?
Vi si può dedicare il dopo cena o il fine settimana. Il pane fatto con pasta madre si conserva molto più a lungo.

Fare il pane in casa, è meglio.

Come allenarsi allo sforzo e alla costanza

Chi è forte ed energico?
Risposta: chi allena la forza e l’energia.
L’ozio e l’immobilità infiacchiscono, sia a livello fisico che mentale. La formazione, soprattutto nei giovani, avviene tramite lo sforzo costante. A questo proposito, gli strumenti educativi per eccellenza sono lo sport e la musica.
Lo sport tonifica il corpo ed abitua alla fatica, la musica allena alla costanza.

Sia per i giovani che per gli adulti, sport e musica sono preziosi strumenti per aumentare autostima, forza ed energia.
Suggerimento per gli adulti:
1) praticare ogni giorno attività fisica, ottimo è il nordic walking;
2) dedicare le ore dopo cena all’apprendimento di uno strumento musicale (dopo aver fatto un corso per acquisirne la pratica).

Come allenarsi allo sforzo e alla costanza.

Come educare alla generosità

Come educare alla generosità? La risposta è: insegnando ad essere responsabili.

Molte persone vivono oggi in una costante passività, nel senso che non contribuiscono in nessun modo al benessere altrui.
In che modo si contribuisce al benessere altrui?
Ecco alcuni spunti:
– assolvendo ai compiti domestici in collaborazione con i propri famigliari;
– contribuiendo alla cura e pulizia del proprio condominio e della zona in cui si vive, in collaborazione con tutti gli altri membri della comunità locale;
– comportandosi con educazione in ogni circostanza.

Se non collaboriamo in famiglia, se non ci occupiamo della cura dell’ambiente in cui abitiamo, se non mostriamo rispetto ed educazione in ogni circostanza; il nostro ruolo umano e sociale è totalmente inutile ed assente. Ciò porta alla mancanza totale di generosità.

Chi DEVE insegnare-educare ad essere responsabili e generosi?
La risposta ovvia è la famiglia, la scuola, le istituzioni. In pratica, tutti gli adulti.

Come avere più entusiasmo

L’entusiasmo è l’emozione più appagante che si può sperimentare. L’entusiasmo è un mix di gioia, soddisfazione, fiducia, felicità.
Ma come si sperimenta l’entusiasmo? L’esperienza più comune è il raggiungimento di un obiettivo importante. Ciò può avvenire nei sentimenti, nella professione, nello studio.

Come intensifivare l’esperienza dell’entusiasmo?
Se questo sentimento scaturisce principalmente dagli obiettivi raggiunti, non dobbiamo far altro che porci continuamente mete ispiratrici da raggiungere.
Più grandi saranno i traguardi, maggiore sarà l’entusiasmo che proveremo.

E se non riusciamo a realizzare i nostri obiettivi?
L’entusiasmo scaturisce già negli scenari positivi che ci configuriamo nella mente. In pratica si tratta di sognare.
Perché i bambini sono più felici degli adulti? Perché sognano continuamente.

Come avere più entusiasmo?
Sognando continuamente.

Come aumentare la propria vitalità

Il modo migliore per aumentare la propria energia e vitalità è praticare attività fisica all’aria aperta.
Sin dai tempi antichi, a chi era debilitato veniva consigliato di fare ogni giorno una passeggiata, possibilmente in mezzo alla natura.
Che fine ha fatto questa salutare abitudine quotidiana?

Tutti seduti al chiuso.
Siamo sempre meno avvezzi a praticare sport all’aria aperta, ci piace stare al chiuso.
Passiamo la nostra vita chiusi in case, uffici, fabbriche, auto e centri commerciali. Chi fa sport va generalmente in piscina o in palestra.
Ciò favorisce la nostra vitalità?

L’antica formula del benessere.
Il sistema migliore per stare bene è praticare ogni giorno attività fisica all’aria aperta. Basta una passeggiata a passo veloce, meglio ancora il nordic walking.

Come tornare in forma

Si avvicina l’estate e la maggior parte di noi si ritrova con qualche chilo di troppo acquisito in inverno.
Come ritornare in forma?

La regola nº 1 è muoversi, cioè fare attività fisica regolarmente. L’ideale è la camminata quotidiana di un’ora a passo veloce, meglio ancora il nordic walking.
L’importante è la costanza quotidiana.

Passo nº 2 è l’alimentazione:
a) riservare i dolci alla domenica ed ai giorni festivi,
b) iniziare ogni pasto con un bel piatto di insalata,
c) per gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio preferire la frutta agli snack.

Come ritornare in forma per l’estate.

Come creare l’armonia in famiglia

L’armonia famigliare è probabilmente è il più grande dei tesori di cui ci si può privilegiare.

Come creare l’armonia in famiglia.
Gli ingredienti per creare l’armonia famigliare sono: amore (impegnarsi per il bene dell’altra persona), ascolto, mitezza, pace, condivisione e partecipazione. Cosa impedisce a questi valori di attecchire nel contesto famigliare?
Risposta: l’intrusione della televisione, ed oggi anche degli smartphone.
Quali sono le soluzioni?
1) eliminare il televisore e gli smartphone dalla sala da pranzo,
2) organizzare le ore dopo cena mettendo da parte televisione, smartphone ed internet,
3) organizzare il fine settimana fuori casa all’aria aperta.

Come creare l’armonia famigliare.

Come migliorare il benessere in casa

Sono ancora tante le persone che tengono in casa il televisore perennemente acceso, soprattutto nelle ore dei pasti e dopo cena. In relazione agli esercizi n. 4 e 5 del mio libro sulle 7 abitudini che favoriscono salute, benessere e forma fisica, che invitano a sostituire la TV con della buona programmazione musicale, alcune ricerche recenti ne confermano i benefici.

Un importante studio effettuato negli Stati Uniti, dimostra che nelle case in cui si ascolta musica le persone vivono una maggiore serenità e condivisione.
Secondo questa ricerca, la musica aumenta del 33% le probabilità di cucinare insieme, del 15% di ridere insieme, del 18% di probabilità in più di pronunciare la parola “ti amo”.

Qui l’articolo completo, è davvero interessante.

Semplice schema della felicità

Martin Seligman è considerato il fondatore e divulgatore della psicologia positiva. Come ricercatore, ha studiato in maniera approfondita le dinamiche che consentono alle persone di essere felici.

Caratteristiche delle persone felici:

  • provano emozioni positive riguardo al passato (riportano alla memoria solo le esperienze positive e tralasciano quelle negative considerandole esperienze di vita);
  • provano emozioni positive riguardo al futuro (hanno aspettative fiduciose sul futuro);
  • assaporano le sensazioni positive derivanti dai tanti piaceri dell’esistenza (sanno godere di ciò che hanno);
  • traggono abbondante gratificazione dalle potenzialità personali (utilizzano al meglio le proprie risorse e si relazionano con chi valorizza ed apprezza le proprie risorse);
  • usano le possibilità personali al servizio di qualcosa di più grande (sono dedite in qualche modo al miglioramento del mondo).

La persone che si concentrano sulle emozioni positive hanno questi vantaggi:

  1. vivono più a lungo,
  2. godono di maggiore salute,
  3. sono privilegiate da ottime relazioni con gli altri,
  4. raggiungono più facilmente gli obiettivi professionali e lavorativi.

 

Vivere felici in solitudine

Si può felicemente vivere in solitudine, dando un senso alla propria vita?
La storia di un uomo che vive da solo in montagna da oltre 40 anni. Billy Barr vive sulle montagne del Colorado e pur vivendo isolato, non ha mai smesso di coltivare hobby ed interessi culturali. Inoltre, ha misurato costantemente le precipitazioni nevose, fornendo  informazioni preziose ai ricercatori che si occupano del clima.

Vivere felici in solitudine – Il guardiano della neve.

Stare all’aria aperta favorisce il benessere?

Quanto tempo passiamo all’aria aperta? Secondo una ricerca trascorriamo circa il 90% del nostro tempo al chiuso, tra abitazione, auto, palestra, centri commerciali, ufficio, ecc.

La nostra giornata tipo.

Fonfe: www.buildinggreen.com/blog/we-spend-90-our-time-indoors-says-who

In che modo questo incide sulla nostra salute e sul nostro umore?

L’antica formula del benessere.
I medici hanno sempre suggerito la passeggiata quotidiana, come terapia naturale per riprendere e conservare la salute. In inverno nelle ore centrali della giornata, d’estate la mattina presto o la sera.
La camminata quotidiana è alla portata di tutti, si può praticare da soli per meditare, oppure con altre persone per conversare piacevolmente.

Ulteriori benefici, si possono ottenere con il nordic walking.

Case piccole, sicure e confortevoli

La casa è il luogo in cui ci sentiamo al sicuro ed a nostro agio, quindi deve avere necessariamente le caratteristiche per garantire comfort e sicurezza. In realtà l’edilizia assolve a questo compito in modo insufficiente, soprattutto verso le persone che utilizzano ausili per la mobilità.

La tecnologia permette oggi la realizzazione di piccole case sicure, economiche, ecologiche e facilmente accessibili. Queste abitazioni sono mobili e si possono anche abbinare ad altri immobili.

 

Mario Pianesi, vera eccellenza made in Italy

La macrobiotica di Mario Pianesi è una formula italiana per sanare gli squilibri ​dell’ambiente, dell’agricoltura, dell’alimentazione, ​della salute​ e​ dell’economia che rischiano ormai realmente di portare il mondo all’autodistruzione.

Consegna della Turrita d’oro a Mario Pianesi

Mario Pianesi propone ​da oltre 40 anni ​la vera ecologia dell’uomo e dell’ambiente, ripartendo dalla ​trasparenza e dalla ​verità.
In questa epoca di sovrastrutture consumistiche che si auto-alimentano dall’avidità e dalla menzogna, Pianesi ​ha studiato, sperimentato su di sé, proposto e diffuso stili di vita ed alimentari per ritrovare le vere e le più importanti esigenze ​degli esseri umani. ​

Il pensiero Pianesiamo mette alla base la dignità della persona come consumatore, come lavoratore, come essere umano abitante temporaneamente su questo pianeta.
​Oltre 30 studi clinici e universitari internazionali ​dimostrano che la macrobiotica di Mario Pianesi è in grado di elevare la salute e la qualità di vita delle persone, oltre che provvedere concretamente alla tutela e conservazione della natura e di tutte le sue risorse.

L’Italia vanta varie eccellenze nell’ambito dell’arte, della cultura, della moda e delle tipicità. Si tratta di peculiarità italiane che manifestano il cosiddetto buon vivere. Il progetto di Pianesi va ben oltre, perché è un metodo in grado di portare definitivamente equità ed equilibrio nel mondo. Non si tratta di utopia, il metodo Pianesiano è stato già testato sia in Italia che in altri Paesi del mondo​ e​ funziona.

Mario Pianesi, vera e concreta Eccellenza made in Italy.

Energia ad inquinamento zero

Impianti eolici di ultima generazione, che magicamente simulano il volo di un colibrì.

Perché inquinare quando se ne può fare a meno? Perché continuare ad usare energie non rinnovabili? Perché non utilizzare il vento, che soffia continuamente sulla nostra straordinaria penisola?

Ammira questo capolavoro di tecnologia.

Una nuova era industriale?

L’era industriale ha generato i consumi di massa, fornendo in teoria più mezzi per migliorare la qualità della vita. Nella realtà i risultati sono più inquinamento acustico ed atmosferico, oltre che un ritorno al punto di partenza.
Oggi la produzione si è trasferita in altri Paesi del mondo e di nuovo ci troviamo di fronte alla mancanza di lavoro e di salari.

La nuova era industriale.
Qualcuno ipotizza che vi sarà un nuovo slancio alla produzione con l’ausilio della robotica e dell’informatica. In pratica si presuppone che l’automazione abbatterà i costi di produzione e di conseguenza sarà conveniente tornare a fabbricare nei Paesi disertati dall’industria.
Bisogna però chiedersi in che modo l’automazione creerà posti di lavoro nel settore industriale. Ed i costi dell’energia?

L’unica via da percorrere per creare un mondo vivibile.
L’era industriale si è rivelata fallimentare, perché di fatto ha lasciato un mondo più ammalato, più inquinato e più sfruttato.
L’unica soluzione per il miglioramento è creare più equità, partendo dai bisogni di base come acqua, cibo, calore e stile di vita salubri. Per la prima volta nella storia dell’Umanità questo è possibile, proprio grazie all’informatica ed all’automazione. Si può infatti produrre energia e cibo a basso costo e con impatto ambientale minimo o nullo.
Certo, occorrerà mettere da parte vezzi superflui quali lusso, gioielli ed altre inutili ostentazioni, ma certamente questo ci avvicinerà tutti ad una reale qualità della vita.

I presupposti per un reale benessere personale e globale: l’impegno di ognuno ad “essere un Bene per se stessi e per gli altri”.

Pagare i dipendenti per stare a casa

Il Prof. Buckminster Fuller è stato considerato “il nonno dell’Umanità” per il suo impegno a diffondere idee atte a salvare il nostro pianeta.

Pagare le persone per stare a casa.
Il Prof. Fuller riteneva che sarebbe arrivato presto il momento in cui saremmo stati costretti a diminuire l’inquinamento ambientale, a questo scopo la sua idea era di fare in modo che le persone non utilizzare automezzi per recarsi al lavoro. Oggi con internet questo è possibile, la maggior parte dei lavoratori da scrivania possono operare da casa attraverso un PC ed internet. Ciò permetterebbe di diminuire i costi per auto e carburanti, oltre che abbassare in modo considerevole l’inquinamento acustico ed ambientale.

Il genere umano deve necessariamente fermarsi a riflettere sul futuro, sul valore che vuole lasciare alle generazioni che ospiteranno il pianeta dopo di noi.

Il Prof. Fuller ha brevettato anche la cupola geodetica. Potete vederne un esempio nel video che segue, installata su una casa in Norvegia. Notate la possibilità di creare un microclima, in grado di coltivare persino i pomodori in una delle aree più a nord del mondo.
Buona visione.

Hjertefølgerne / The Heart Followers from Deadline Media on Vimeo.

L’importanza delle istruzioni

Le istruzioni ci servono per svolgere tutti i compiti della vita, da quelli sociali a quelli lavorativi. Le istruzioni finalizzate al bene forniscono le regole e le procedure per essere un bene per se stessi, per la propria famiglia e per la società.

Stiamo parlando dell’istruzione, che inizia nella famiglia e continua nella scuola e nelle frequentazioni lavorative e sociali.

Quale istruzione ha più valore, quella esperienziale o quella scolastica? Una domanda alla quale tutti siamo chiamati a rispondere.

Fino a pochi decenni fa la scuola aveva il compito di formare le persone, in modo da renderle idonee alle esigenze della società.
La scuola si occupava di educare da un punto di vista scolastico, inoltre inculcava le regole sociali e culturali.

Gli insegnanti avevano una vera e propria missione di educatori.

È curioso constatare che per molte persone, un  insegnante è diventato il pilastro della propria formazione personale. Sono in tanti a ricordare un maestro o una maestra che si prendevano l’impegno di seguire gli alunni come individui, più che come una classe.

Avere un bravo insegnante può costituire un fattore determinante per l’esistenza di una persona.

Non tutti hanno avuto la fortuna di avere un insegnante competente e responsabile, per questa ragione in molti considerano l’istruzione come una perdita di tempo.

Viviamo in un tipo di società in cui si crede che l’istruzione non ha valore.
Questo tipo di mentalità costituisce il maggiore impedimento evolutivo di un individuo e di una società.
Nella realtà, quello che vogliamo realizzare necessita di istruzione.

Per fare qualcosa abbiamo bisogno di informazioni e possibilmente di istruzioni. Se la scuola non ha soddisfatto questa primaria esigenza, è necessario attrezzarsi in proprio.

Si può procedere nel seguente modo:
1. cercare un mentore, qualcuno che è maestro in quello che tu vuoi apprendere,
2. cercare tutti i libri e le informazioni che trattano l’argomento di tuo interesse.

Ovviamente un maestro non è minimamente interessato ad insegnarti quanto sa, a meno che tu non lavori gratis per lui. Questa è una regola applicata da sempre: per imparare qualcosa devi lavorare gratis.

Per quanto riguarda i libri, la logica indica che quelli attendibili sono basati sull’esperienza. Vi sono libri scritti da giornalisti e ricercatori abili nell’assemblare informazioni su un determinato argomento. Vi sono libri scritti da persone che hanno materialmente realizzato quanto raccontano.
Entrambi sono validi ma bisogna saperli distinguere, perché c’è una grande differenza tra la teoria e la pratica.

Relazionarsi con gli altri

Ci sono quattro modelli relazioni principali che tutti dovrebbero conoscere, perchè possono fare la differenza tra infelicità e felicità, risultati e fallimenti.

I modelli relazionali principali possono essere illustrati nel seguente modo:

  • relazione vincere-perdere,
  • relazione perdere-vincere,
  • relazione vincere-vincere,
  • relazione perdere-perdere.

Nella relazione vincere-perdere, una delle due persone ha l’indole di prevalere e strumentalizzare l’altra.

Nella relazione perdere-vincere, una delle due persone ha l’indole di far prevalere l’altra e di farsi strumentalizzare.

Nella relazione vincere-perdere, entrambe le persone hanno l’indole di mettere in campo le proprie risorse individuali a beneficio reciproco.

Nella relazione perdere-perdere, entrambe le persone ci contagiano a vicenda con una comunicazione disfattista e vittimistica.

Facendo degli esempi pratici, chi sposa una persona che ha l’indole di porsi sul vincere-perdere, avrà non pochi problemi. Stessa cosa vale per chi si ritrova un datore di lavoro o un dirigente dello stesso tipo. Le due aree sensibili sono proprio il matrimonio e il lavoro, l’individuo vincere-perdere tende a sminuire costantemente chi ne è assoggettato, portando la persona a reprimere la propria espressività e gioia di vivere.
L’indole vincere-perdere, come quella perdere, si sviluppa in un ambiente famigliare e sociale dove regna l’ignoranza. Entrambi gli atteggiamenti scaturiscono da paura e mancanza di capacità relazionali.
L’unico antidoto possibile è la prevenzione, prima di decidere chi sposare o per quale persona lavorare, bisogna assolutamente accertarsi del tipo di indole del nostro referente.
Se non lo si fa, si rischia seriamente di trasformare la propria vita in un inferno.

Ce chi si ritrova questi soggetti come genitori, ma fortunatamente da questi ci si può separare. Chi li sceglie come partner, creando una famiglia con dei figli, può essere soggetto a fallimenti e separazioni dolorose.

Chi li ha come datori di lavoro ed ha bisogno necessariamente del proprio stipendio, si ritroverà a svegliarsi ogni mattina con l’angoscia (chi l’ha vissuto ne sa qualcosa).

Come dicono da sempre i nostri vecchi, prevenire è meglio che curare.

Organizzare meglio il proprio tempo

Molte persone sono attente al centesimo e sprecano gran parte del loro tempo facendo cose assolutamente inutili. Altri invece trascorrono la loro vita lavorando ed accumulando denaro, dimenticando l’antica verità: una generazione accumula, una mantiene e una dissipa tutto.

Oggigiorno, in molti lamentano di essere stressati per la mancanza di tranquillità. Perché allora non provare ad organizzare meglio il proprio tempo?

Cominciamo mettendo in tasca un taccuino ed una penna.
Annotiamo durante il giorno quello che facciamo.
Prima di andare a letto controlliamo i nostri appunti e verifichiamo se:
– abbiamo adeguato il nostro tempo a quello che desideriamo fare,
– abbiamo adeguato il nostro tempo e/o a quello che desiderano gli altri,
– abbiamo trascorso il nostro tempo sotto il dominio della pigrizia.

Dopo soli sette giorni saremo in grado di capire come ottimizzare le nostre giornate, recuperando il tempo attraverso una diversa gestione degli impegni.
Ci accorgeremo di attività inutili e di altre delegabili.

In breve tempo saremo in grado di recuperare diverse ore della giornata, che potremo dedicare agli obiettivi che ci poniamo, in funzione del bene nostro e di quello altrui.

Prevenire le malattie cardiovascolari

Da una pubblicazione sull’American Journal of Epidemiology.

Alcuni ricercatori finlandesi hanno valutato l’incidenza di infarto per un periodo di nove anni su un gruppo di quasi 3000 uomini di mezza età, 153 dei quali donatori di sangue.
In quest’ultimi, il rischio di infarto è risultato ridotto dell’88 per cento.
Infatti, pare che il prelievo periodico aiuti a mantenere il sangue più fluido, a giovamento del cuore e dei vasi sanguigni.

CHI PUÒ DONARE IL SANGUE?
Chiunque abbia compiuto i 18 anni, abbia un peso superiore ai 50 chili e goda di buona salute.

DOVE SI DONA IL SANGUE?
Ci si può informare, telefonando alla Asl di appartenenza.

QUANDO SI DONA IL SANGUE?
Massimo 4 volte l’anno per l’uomo e 2 per la donna. Tuttavia non vi sono obblighi, di conseguenza ognuno è totalmente libero da ogni impegno.

QUANTO SANGUE SI DONA?
La quantità di sangue prelevata è in considerazione del peso corporeo, si aggira all’incirca sui 400 – 450 ml.

PERCHÉ DONARE IL SANGUE?
Per gli eventi tragici che possono colpire chiunque: incidenti stradali, interventi chirurgici, malattie del sangue. Tali situazioni, comportano momenti di grande ansia per il paziente e la sua famiglia, maggiormente se si crea una carenza di sangue adeguato.

QUINDI:

  • donando il sangue si riduce il rischio di infarto dell’88%;
  • si ha un maggiore controllo della salute perché si è sottoposti a controlli regolari;
  • giornata libera dal lavoro quando si effettua la donazione (legge 107/90);
  • si compie un atto d’amore gratuito;
  • non comporta nessun rischio di contrarre malattie;
  • è indolore.

Organizzare bene il week-end

Non godere appieno del tempo libero ti impedisce di dare il meglio di te durante la settimana. Programmare il week-end è fondamentale soprattutto per la famiglia, in quanto consente ai figli di acquisire il concetto dare-avere, di stabilire un ritmo e dei propositi anziché vivere “a caso”.

Il week-end fatto di divano e televisione, crea pigrizia ed immobilismo.
La programmazione del fine settimana deve divenire quindi un costante rituale che coinvolge tutta la famiglia. Lo renderemo ancora più entusiasmante organizzandolo nei primi giorni della settimana, così si affronteranno meglio gli impegni scolastici e lavorativi immaginando ciò che ci aspetta nel fine settimana.

Come organizzarsi:

  1. fare un elenco di tutte le attività fattibili nei fine settimana, considerando la stagione e le possibilità economiche;
  2. ognuno dichiara una o due preferenze;
  3. si preparano dei bigliettini per ogni preferenza espressa;
  4. i bigliettini vengono piegati e messi in un cesto, dopodiché si procede all’estrazione progressiva.

Ecco che abbiamo la nostra programmazione dei week end per tutto il mese.

Frequentare persone propositive

La differenza evidente tra gli esseri umani e gli animali, è il fatto che i primi sono in grado di porsi degli obiettivi. La vita degli animali è dettata dalle regole della natura, quella delle persone dal buon senso e dall’intelligenza.

Una delle caratteristiche principali delle persone intelligenti è la capacità di creare soluzioni. L’intelligenza ha un valore, se può essere trasformata in azioni che risolvono i problemi e creano i presupposti per uno stile di vita migliore.

L’intelligenza è la capacità di trovare soluzioni e metterle in pratica. I ricercatori dedicano la propria vita a cercare soluzioni mediche e tecnologiche per il benessere e la salute delle persone. Le persone intelligenti sviluppano la capacità di lavorare in equipe, creando sinergie con persone propositive e desiderose di trovare soluzioni.

Le persone con cui siamo più a contatto, sono propositive? Noi per primi, siamo persone propositive?

Riuscire nella vita

Le persone che raggiungono i risultati e l’armonia nell’ambito privato, sociale e lavorativo, sono quelle che amano gli altri.

Chi riesce nel lavoro, nel matrimonio ed ha amicizie costruttive ed appaganti, è la persona che si prende a cuore l’altro. In poche parole, chi ama gli altri ottiene amore dagli altri, sotto forma di fiducia e considerazione.

Dobbiamo ovviamente specificare bene il senso della parola “amare”.
Amare non è la sensazione di avere qualcosa che ci appartiene e che ci fa sentire tranquilli e pacificati.

Amare significa volere il bene altrui.

Amare non significa volere il bene nostro, ed a questo scopo strumentalizzare o obbligare gli altri a comportarsi in un determinato modo.
Amare non significa far in modo che gli altri prendano decisioni per il nostro tornaconto.

Amare significa volere il bene altrui.
Quanto più è felice la persona che amo, tanto più lo sono io.
Questo vuol dire amare.

Ognuno di noi è coinvolto in questo progetto, tutti noi siamo chiamati ad impegnarci per fare in modo che le persone siano più felici.

Una piccola riflessione che rende l’idea.
Pensa per un attimo al mondo dello spettacolo, gli attori più amati non sono forse quelli che hanno dedicato la propria carriera a far star bene gli altri? Due tra i tanti, Totò e Alberto Sordi.
Quando questi due straordinari personaggi sono morti, si è proclamato quasi il lutto nazionale. Ognuno di noi ha avuto la sensazione di perdere una persona cara.

In qualsiasi ambito, le persone più felici sono quelle che sono costantemente impegnate a facilitare la felicità altrui.

I valori umani e sociali

Non credere più ai valori umani e sociali è uno dei più grandi mali della nostra epoca. In effetti, seguendo questa riflessione, intuitivamente si arriva al nocciolo della questione: chi vive senza valori, può creare gravi danni agli altri e alla società in generale.

Se non so di essere giudicato in base ai miei valori, perchè dovrei comportarmi in maniera leale e corretta con gli altri? Soltanto per ottenerne la stima?
Un pensiero questo, che ha delle basi assai fragili.

Quello che segue è un esempio di mancanza di valori comuni che regolano il comportamento sociale.

L’attuale produzione sconsiderata di beni usa e getta determina due fasi di inquinamento che stanno collassando il pianeta:
1. inquinamento nella fase di produzione,
2. inquinamento nella fase di smaltimento.

Nell’era della comunicazione questo è inaccettabile. Tutti sanno oggi che un oggetto acquistato a poco prezzo, viene prodotto attraverso un processo non sostenibile sia per lo sfruttamento dei lavoratori che per l’inquinamento ambientale.

Eppure continuiamo ad acquistare beni di pessima qualità, per poi buttarli nel cassonetto poche settimane dopo, per poi tornare a comprarne altri …

E per continuare a produrre follemente beni di nessuna qualità cosa occorre?
Occorre energia.
E qual è l’energia a buon mercato?
Il nucleare naturalmente.

Dimmi tu se tutto questo non è pura follia.

E ci stupiamo dei cambiamenti climatici?
Diciamo pure che è un miracolo, il fatto che esistano ancora animali selvatici e pesci nei mari e nei fiumi.

I governi stanno permettendo tutto questo, perchè?
Evidentemente, è generalizzata l’idea che si può agire nella vita in maniera occulta, in combutta con gruppi ed individui accomunati dalla stessa stoltezza.

Nell’era della comunicazione il consumo critico non è più un’opzione, è una responsabilità per ripristinare i valori umani e sociali.

Guadagnare denaro creando valore

Il pensiero comune é legare il denaro al lavoro, tenendo completamente scollegato il concetto di servire. In realtà il lavoro è strettamente legato al servire e può essere totalmente svincolato dal denaro.

Seguono alcuni esempi che dimostrano il concetto.

  • Un pensionato che mette a disposizione gratuitamente le proprie capacità, è lavoro.
  • Una madre di famiglia che mette tutta se stessa negli impegni domestici senza percepire denaro, è lavoro.
  • Chi si impegna a tenere pulito lo spazio circostante la propria abitazione, senza aspettarsi che lo facciano gli addetti municipali, è lavoro.
  • Chi non ha bisogno di lavorare e presta il proprio tempo nel volontariato, è lavoro.

Il lavoro ha come scopo la produzione e la fornitura di beni e servizi, che vanno a soddisfare bisogni ed a risolvere problemi. Esistono tanti esempi di persone che percepiscono stipendi e compensi senza produrre nulla e senza servire nessuno, come accade spesso nell’impiego statale.

Il denaro si genera con il lavoro svolto per servire le persone. Più persone si servono bene, più valore si produce.

  • Un lavoratore dipendente serve una persona, il proprio datore di lavoro.
  • Un lavoratore autonomo serve un determinato numero di persone, i propri clienti.
  • Un investitore serve con il proprio denaro l’autore di un progetto d’impresa, l’indotto lavorativo che si genera ed i clienti che verranno serviti.
  • Un industriale serve con le sue competenze i propri dipendenti e gli acquirenti di ciò che produce.
  • Un inventore serve tutti coloro che usufruiranno della sua opera d’ingegno.
  • Un artista serve chi contemplerà la bellezza delle sue opere.

Si lavora per servire, il denaro costituisce un compenso è non l’oggetto del lavoro stesso.

Guadagnare denaro in modo onesto

E’ possibile acquisire il denaro sia in modo onesto che in modo disonesto, la scelta è soggettiva.

I sistemi principali per acquisire denaro in modo disonesto: rubarlo attraverso la corruzione, i furti, il commercio illegale, lo sfruttamento delle persone, la distruzione del territorio e delle risorse naturali.

Nella disonestà troviamo:

  • la corruzione dei lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
  • la corruzione politica ed istituzionale;
  • ladri, borseggiatori;
  • commercio abusivo, contraffazione, riciclaggio di merci rubate;
  • sfruttamento della manodopera a basso costo;
  • smaltimento di materiale inquinante.

Gli esempi che invece dimostrano onestà:

  • lavoratori dipendenti nel settore pubblico e privato che operano con competenza, dedizione, onestà e responsabilità;
  • persone che rinunciano a fare affari evitando di acquistare merci rubate, contraffatte, provenienti dallo sfruttamento del mercato del lavoro o prodotte senza rispettare le norme ambientali;
  • il commerciante che fornisce ai propri clienti merci con un buon rapporto qualità prezzo;
  • fornitori di servizi (meccanici, artigiani, consulenti, professionisti) che applicano tariffe oneste e rapportate al reale servizio prestato.

Per approvvigionarci di denaro possiamo agire onestamente, o al contrario da malfattori. Il sistema per acquisire denaro in modo etico e meritevole, è servire gli altri in modo etico.

L’eccellenza abitativa che crea energia gratuita

In Italia si realizzano case che producono più energia di quanta ne consumano.

In un periodo in cui il mondo mediatico e politico fa di tutto per far apparire l’Italia un Paese dove prevalgono l’irresponsabilità e l’incapacità, ecco che l’area delle Eccellenze italiane risponde con i fatti.

In Italia ci sono tantissime persone che ogni giorno si impegnano a dare un contributo concreto al miglioramento. Nonostante la mancanza di meritocrazia, l’assurda pressione fiscale e la carenza di un supporto concreto da parte delle istituzioni, l’Italia delle Eccellenze persevera nel miglioramento.

Imparare a gestire il denaro

Come definiamo un bambino che vuole tutto e subito?
Lo definiamo un bambino viziato.
Come consideriamo un giovane o un adulto che vuole tutto e subito? Le consideriamo persone scriteriate e poco affidabili.

L’accesso facile ai prestiti ed ai mutui, le carte di credito e le carte di credito prepagate, hanno trasformato moltissime persone del mondo occidentale in scriteriate e poco affidabili.
La macchina nuova acquistata a rate, le vacanze a rate, la moto o lo scooter a rate, il pc e/o il telefonino di ultima generazione pagati con la carta prepagata. Questi sono solo alcuni esempi di come si può essere scriteriati.

Il desiderio di appagamento immediato fa regredire l’intelligenza economica.

Il criterio economico viene acquisito attraverso l’educazione famigliare, inoltre dovrebbe essere anche la scuola ad insegnarlo già nei primi anni di apprendimento. Del resto, i bambini sin da piccoli sanno bene cosa sono i soldini, ne sono attratti perché sanno che servono a raggiungere qualcosa.

Nella sfortunata ipotesi in cui, ne la famiglia e nemmeno la scuola sono responsabilmente interessati e/o capaci di insegnare il criterio economico, occorre imparare da soli.
Ci sono moltissimi libri che insegnano a gestire il denaro in maniera produttiva, affinché diventi un alleato del benessere, e non un danno.

Poche persone leggono, la maggior parte della gente preferisce la televisione ed i social network.

Trovare nuove opportunità

Siamo nel periodo storico delle grandi opportunità. Un’affermazione folle, in un tempo in cui non si parla altro che di retrocessione e crisi? Forse, ma pensiamoci bene, non sono forse stati i momenti storici di difficoltà, a dare nuovi slanci determinanti ad individui ed intere civiltà?

I momenti di crisi ci costringono a dare il meglio di noi stessi. Senza le difficoltà, notoriamente diventiamo pigri, apatici e sazi. Condizione ottimale per far sviluppare deviazioni insane come la corruzione e la deresponsabilizzazione. La corruzione porta a dire, pensare e fare: “tanto lo fanno tutti, tanto nessuno se ne accorge”.
La pigrizia porta a dire, pensare e fare: “nessuno mi obbliga a farlo, lo farà qualcun altro”.
Gli ultimi decenni appena trascorsi ne sono una chiara manifestazione.

Quello che oggi raccogliamo è esattamente ciò che abbiamo coltivato negli ultimi decenni. In un clima di eccesso di benessere tutti i valori vengono meno, cosicchè tutti i sistemi nevralgici della società diventano funzionali a loro stessi, in un atteggiamento permanente di stato di diritto senza nessun dovere.

Politica, istituzioni, sistema scolastico, sistemi sindacali e lavoratori; sono stati risucchiati dalla spirale nefasta della comodità. Diritti e vantaggi per tutti, attingendo al pozzo apparentemente senza fondo delle casse dello Stato. Aberrazioni e storture come la corruzione, l’abuso di potere, le baby-pensioni, la passività di molte aree del pubblico impiego.

Questo è un periodo dominato dal malessere diffuso generato dalla paura di perdere il vantaggio.
Tempo fa una pubblicità recitava: “le tre grandi paure degli esseri umani sono il tradimento, la retrocessione e la morte”. Attualmente, stiamo affrontando la grande paura della retrocessione.

Proviamo a spostare per un attimo l’attenzione, dalla paura di quello che possiamo perdere, alla curiosità su ciò che possiamo sviluppare. Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia e le ricerche scientifiche stanno apportando innovazioni straordinarie. Attualmente ci troviamo nella condizione di poter comunicare in modo immediato ed a costo zero. Siamo in grado finalmente, di creare energie rinnovabili. La medicina ci aiuta a vivere più a lungo e meglio.

La sfida è basata su responsabilità e creatività. I nostri nonni sono stati in grado di superare due guerre devastanti e precarietà assoluta.
In queste condizioni quasi ai limiti della sopravvivenza, hanno mantenenuto i valori della responsabilità per il lavoro e per la famiglia. Inoltre, hanno messo in atto tutte le strategie creative possibili per portare il pane in tavola, progredire e dare lo slancio che ha creato il benessere di cui godiamo oggi.

La vita dei nostri nonni era dominata da un continuo stato di bisogno. Lo stato di bisogno è l’unica condizione che crea l’umiltà, quindi la consapevolezza sulla necessità di interagire con gli altri in modo produttivo.

La nostra vita oggi è dominata dall’agio, che annienta totalmente l’umiltà e il bisogno di rapportarsi in modo comunitario e responsabile. La risposta da dare a questo svantaggio è: come possiamo trasformare questo in un’opportunità di sviluppo, evitando di tornare alla condizione dei nostri nonni?

La risposta più ovvia è: impegno, integrità e responsabilità, da richiedere costantemente a noi stessi e agli altri.

Ridurre le proprie esigenze

Se l’esigenza del mercato è quello di comprare al prezzo più basso, l’imprenditore si attrezza per produrre al prezzo più basso. Risultato: qualità al ribasso, sfruttamento dei lavoratori dei Paesi poveri, crisi del mercato del lavoro nei Paesi sviluppati.

Chi ci guadagna? Chi subisce? Chi è responsabile di questa insana recessione economica, morale e qualitativa? Come abbiamo visto, tutti.
Sono colpevoli i consumatori, accecati dal desiderio di comprare più cose possibili al prezzo più basso. Sono colpevoli gli imprenditori che avidamente favoriscono il degradante processo consumistico, che sta privando le nuove generazioni dei valori essenziali per costruire una società civile e responsabile.

Come mai i nostri nonni erano orientati alla qualità, nonostante le loro ristrettezze economiche? Un tempo si acquistavano poche cose, ma della massima qualità.
Oggi si acquistano tante, troppe cose, perlopiù di qualità scadente.

È il momento di ridefinire i bisogni, per cooperare insieme ad uno sviluppo sociale ed economico sano e sostenibile.

  1. Sgombrare le nostre case dall’eccesso, ci permetterà di riacquisire sobrietà e concretezza.
  2. Diventare consumatori consapevoli e critici. Anche per un acquisto di pochi centesimi possiamo essere complici dello sfruttamento del lavoro minorile, degrado ambientale, ulteriore sviluppo della crisi economica.
  3. Leggere le etichette e pretendere di conoscere l’origine di ogni cosa che acquistiamo. Oggi, con internet, è possibile sapere tutto su prodotti ed aziende, se non ci informiamo è solo per pigrizia e negligenza.
  4. Scegliere la sostenibilità in tutte le aree della nostra vita, dalla casa in cui abitiamo alla scelta per le vacanze, lasciandoci guidare dal criterio del meno e meglio.

Tutti siamo chiamati a contribuire per costruire le basi di un futuro più umano, sano e sostenibile. Abbiamo le informazioni, i mezzi e le capacità. Recuperiamo in senso critico, liberiamoci dell’alone di opportunismo ed ipocrisia, che negli ultimi decenni ha offuscato anche le menti più brillanti di questo nostro straordinario Paese.

La realizzazione professionale

Disoccupazione, problemi a trovare lavoro, aziende che falliscono ancor prima del nascere.

Chi cerca lavoro e chi apre una propria attività ha l’obiettivo principale di crersi un reddito. Questa è una motivazione più che giusta, tuttavia non può essere il presupposto fondamentale.
Il motivo principale che dovrebbe spingere a trovare lavoro come dipendenti o imprenditori, è la ricerca di problemi da risolvere.

Il concetto è estremamente semplice: tu non vai dal meccanico se la tua auto funziona perfettamente. Tu vai dal meccanico se hai un problema al motore.

La maggior parte di chi cerca un lavoro è focalizzato sulla ricerca di “un posto di lavoro”. Ma la logica è che non esistono posti di lavoro se non vi sono esigenze. Un’esigenza è un bisogno, un qualcosa da soddisfare o un problema da risolvere.
Nella realtà, come noi non andiamo dal meccanico se non ne abbiamo bisogno, neanchè i datori di lavoro ci cercano se non hanno bisogno di noi.

La stessa cosa vale per chi apre un’attività in proprio. La maggior parte delle persone apre una propria attività con l’obiettivo di crearsi un reddito autonomo e guadagnare soldi.
Sarà per questo che quasi tutte le nuove imprese chiudono nei primi tre anni, rimettendoci tempo e denaro?

Nessun è disposto a sborsare neanche un centesimo senza una ragione. Tutti siamo ben felici di pagare chi ci fornisce ciò che ci serve e risolve i nostri problemi.

La domanda chiave dunque é: quali sono le esigenze ed i problemi che le persone sono desiderose di soddisfare e risolvere?

L’interesse verso i bisogni altrui è la strada maestra per la realizzazione professionale, lavorativa e personale.

La sala da pranzo antistress

La parte della giornata dedicata al cibo è molto importante, perchè ci consente di rilassarci e nutrirci. Tuttavia spesso questo non avviene, in quanto si sceglie di usare un ambiente inadatto.

L’ambiente ideale dove mangiare dovrebbe essere accogliente e rilassante. Il cibo necessita di essere assaporato e masticato bene, il nostro corpo dovrebbe essere privo di tensioni quando mangiamo.

Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone sceglie di tenere in sala da pranzo il televisore acceso, con grave disturbo della comunicazione e del relax.
Il fatto paradossale è che si scende anche al di sotto della soglia del buon gusto e del buon senso. Difatti, proprio negli orari in cui si pranza e si cena, vengono messi in onda i notiziari.

I notiziari dovrebbero dare notizie ed informazioni utili.

Il problema è che oltre a non dare notizie utili, i telegiornali propinano immagini e fatti che suscitano malessere e tensione.

La riflessione è: l’ambiente in cui mangi è favorevole al benessere tuo e della tua famiglia?

La libertà è scegliere ed a volte le scelte da fare sono così ovvie, che paradossalmente passano inosservate.

Mangiare in modo sano

Cosa introduciamo ogni giorno nel nostro organismo, in forma di cibo e bevande?
Tantissime sostanze, molte di queste sono chimiche e servono per colorare, insaporire e conservare.

Ognuno di noi a fine anno, ha ingerito una quantità di sostanze chimiche quantificabile in chilogrammi. Le aziende che producono e confezionano alimenti, applicano i termini di legge, quindi il quantitativo massimo consentito. Non si tiene conto però che queste, da un passaggio all’altro, si cumulano diventando una somma pesante per il nostro corpo.

Prendiamo ad esempio un alimento che ogni giorno troviamo in tavola, la pasta.
La pasta ha un processo di lavorazione che richiede due materie prime essenziali, l’acqua ed il grano. Ci sarebbe quindi da porsi le seguenti domande.

  • Da dove proviene il grano?
  • In che modo è stato trasformato in farina?
  • Da quali sorgenti arriva l’acqua con la quale è stata prodotta la pasta?

Qualcuno afferma: “se ti metti a pensare a tutte queste cose non mangi più niente”.
Ma la domanda è: come puoi far entrare nel tuo stomaco e in quello dei tuoi cari alimenti di cui non conosci l’origine?

Tale ignoranza volontaria oggi non può più essere giustificata, perché tutti abbiamo accesso alle informazioni. Sappiamo tutti i danni che causano i processi industriali scriteriati, che minacciano costantemente la salute delle persone e l’integrità del pianeta in cui viviamo.

Ogni giorno introduciamo nel nostro stomaco acqua, vino, succhi e bevande, biscotti, carne, pesce, frutta, ortaggi, … creando accumuli di sostanze chimiche degne di un magazzino a cui applicare l’apposito cartello “deposito di sostanze tossiche”.

Piccole aziende nascono.
Sempre più aziende scelgono di coltivare e produrre alimenti naturali, oggi reperibili ovunque. Si possono trovare sugli scaffali di quasi tutti i negozi, e soprattutto su internet. Si tratta di imprese nate da persone libere da bramosia di grandezza ed avidità.

Scegliere di mangiare meno e meglio, ti permette di essere artefice della tua salute e di quella dei tuoi cari, di contribuire alla salvaguardia del pianeta, di favorire lo sviluppo di imprese sane e sostenibili.

Altrimenti non ci resta che subire la somma totale dei “limite massimo consentito dalla legge”.

Gestire il denaro

Il denaro è soprattutto un valore percepito.

Molte persone hanno paura del denaro, perché hanno vissuto personalmente in uno stato di precarietà, spesso senza capirne le cause. La maggior parte delle persone vive il denaro come tabù, perchè erroneamente, lega ad esso anche il proprio valore personale.

In molti hanno fatto esperienza delle ristrettezze economiche in modo sofferente, pensando che ciò fosse umiliante. In realtà quello che fa sentire inferiori le persone è il confronto sociale, non la mancanza di denaro.

Sei in un parcheggio e stai posteggiando la tua Fiat Punto, nello stesso momento sopraggiunge un’altra persona in Mercedes.
Come ti senti?

Questo tipo di confronto mette in imbarazzo la maggior parte di noi.

Ma immaginiamo la stessa scena, con più informazioni su chi si trova alla guida della Punto.
La Punto è a metano, il guidatore è un accanito ambientalista e detesta le persone che possiedono auto di grossa cilindrata, perchè le ritiene altamente inquinanti.
Il guidatore della Fiat Punto fa parte di quei ricchi che accuratamente celano il proprio patrimonio, ritenendo gli ostentatori di ricchezza degli stupidi o dei millantatori.

Altro esempio. A bordo della Fiat c’è un giovane che ammira chi è capace di elevare il proprio tenore di vita e desidererebbe conoscere la persona a bordo della Mercedes, per capire in che modo si arriva a quel livello sociale.

Come vedi, la reazione può essere diversa, di fronte all’ostentazione della ricchezza.
Alcuni detestano il denaro, altri lo custodiscono gelosamente, molti lo desiderano, … quasi tutti vorrebbero averne di più.

Ma alla fin fine cos’è il denaro?
Il denaro non è altro che uno strumento per risolvere i problemi. Quindi non è il denaro in se che ha valore, ma i problemi che con esso vengono risolti.

Se con il denaro vuoi risolvere il tuo problema di sentirti inadeguato, tu non stai risolvendo il tuo problema, lo stai accentuando.
Se con il denaro vuoi risolvere il tuo problema di dare un senso alla tua vita, tu stai inutilmente ed illusoriamente cercando di colmare un vuoto.

Il denaro dunque, non ha un valore proprio. Il suo valore è interpretativo, perlomeno nel mondo occidentale.
I cosiddetti Paesi ricchi sono altamente inquinanti e socialmente confusi da un eccesso di cose da comprare, che non sono altro che surrogati del valore. Attori, calciatori ed altra gente della televisione se ne sono fatti interpreti dietro lauti compensi.

Se usassimo il Principio di Pareto, potremmo individuare quel 20% che ha realmente un valore economico.

 

La palestra giusta

Molte persone si iscrivono in palestra con tutti i migliori propositi, poi per un motivo o un altro iniziano a saltare l’impegno. Spesso l’appuntamento in palestra viene percepito come una costrizione e non come un piacevole momento di benessere personale.

Per essere invogliati bisogna scegliere l’ambiente giusto.

Occorre scegliere una palestra accogliente, con istruttori cordiali e simpatici. Persone che ci accolgono con il sorriso e ci mettono a nostro agio.

Consumare più frutta

È difficoltoso apportare un cambiamento partendo dal presupposto di “togliere”, la privazione è percepita come una perdita e quasi sempre viene rifiutata a priopri.

Dunque, se volessimo ad esempio apportare un miglioramento alla nostra salute eliminando una cattiva abitudine, dovremmo partire dal presupposto di non togliere-smettere di fare qualcosa, ma di aggiungere!

Ipotizziamo di accorgerci di consumare poca frutta e mangiare troppi snack e merendine. Consapevoli di ciò, istintivamente saremmo portati a sostituire i pacchetti di cibo industriale con della bella frutta fresca. Ma dovendo fare i conti con le nostra abitudini, potremmo incorrere nel rischio di percepire questo come una privazione e di conseguenza, abbandonare il nostro sano proposito dicendo a noi stessi: “è troppo dura, chi me lo fa fare a soffrire cosi”.

Ecco come agiremo, anziché sostituire, aggiungiamo. Alla nostra abitudine di mangiare lo snack aggiungiamo un buon frutto di stagione di quelli che più preferiamo. Saranno poi le nostre papille gustative a fare il resto.

Immagina di degustare la frutta che più preferisci, riporta alla mente il sapore che inebria le tue papille gustative.
Ora pensa di mangiare uno snack e ricorda i sapori che percepisci. Cosa riesci a ricordare? Aromi, zucchero, sale, …
Niente a che vedere con il gusto di bel frutto, giusto?

Le nostre abitudini non sono altro che ricordi a cui noi diamo un significato. Quindi, possono essere cambiate solo mettendole contemporaneamente a confronto con aditudini più significatamente piacevoli.

Vuoi consumare più frutta? Comincia ad aggiungerla alla colazione e alle tue pause durante il lavoro!

Sentirsi in forma

Se si dovessero elencare tutti i benefici della camminata quotidiana, non basterebbe un volume alto un palmo di una mano. Non avendo ne il tempo e nemmeno lo spazio, te ne descrivo solo due o tre ed il resto te lo lascio scoprire da solo.

Rilassamento: quando cammini ininterrottamente per più di 20 minuti accade una cosa straordinaria, i pensieri che affluiscono impetuosi nella tua mente si diradano come nebbia al sole e tu provi una meravigliosa sensazione di benessere.
Prova e vedrai!

Forma fisica: dopo una passeggiata ininterrotta di mezz’ora senti che il tuo fisico ti trasmette vigore ed energia.
Prova e vedrai!

Efficienza mentale: quando cammini ad un passo sostenuto la tua respirazione assume un ritmo armonioso e regolare. A tutto beneficio dell’ossigenazione del tuo organismo e soprattutto della tua mente.
Prova e vedrai!

Attiva questo esercizio già da domani. Una sola raccomandazione per la nostra sicurezza, evitare le zone isolate e le ore notturne.

Metti in pratica e coinvolgi anche la tua famiglia o i tuoi amici.
Ti ringrazieranno!

Essere più sobri

La società sembra essere immersa nella confusione, occorre ripristinare gli spazi materiali e mentali.

Ripristinare gli spazi materiali significa liberare casa, garage e soffitta dall’intasamento di oggetti inutilizzati.
Nell’era del boom economico, il benessere è stato legato alla quantità di beni posseduti, così abbiamo accumulato tantissimo materiale, che è diventato padrone dei nostri spazi.

Un mio amico mi fece una volta notare che gli spazi hanno una loro funzione, fanno parte dell’arredamento. Gli spazi non sono “vuoti da riempire”. Bellissima questa riflessione!

Gli spazi fanno parte dell’arredo, non sono vuoti da riempire.
Il mondo circostante influenza il nostro modo di pensare, basta un’attimo per capire che anche la nostra mente si è intasata allo stesso modo.

Tutti gli spazi della mente si sono riempiti.

Togliendo l’intasamento nelle nostre case, cantine, garage e soffitte; proveremo il benessere che scaturisce dalla semplicità e dalla sobrietà.

Liberando gli spazi materiali, anche la nostra mente si libera.

Se ci pensi, il rilassamento scaturisce dall’eliminare i pensieri inutili, superflui.

Trovare ispirazione

Un bella storia sugli animali, per essere ispirati ad avere coraggio ed essere persone migliori.

Ho trovato questa storia sul sito www.saintanimalrescue.org, mi è piaciuta e voglio condividerla con voi.
Molly è un pony maculato grigio che è stata abbandonata dai suoi proprietari quando l’uragano Katrina ha colpito il sud della Louisiana.
Molly ha trascorso la prima settimana da sola, poi è stata messa in salvo e portata in una fattoria dove erano raccolti gli animali ritrovati. Ma mentre si trovava nel recinto è stata aggredita da un pit bull terrier.

Molly è quasi morta, la sua zampa anteriore destra è stata sbranata e l’arto ha contratto una grave infezione.
Il chirurgo Rustin Moore, vedendo Molly, ha notato che era attenta a sdraiarsi su diversi lati in modo da non far vedere la ferita. Molly spostava costantemente il suo peso per non sovraccaricare la gamba ferita.

Si è notato che Molly, era un pony particolarmente intelligente e faceva di tutto per non essere abbattuta a causa della grave situazione fisica. Moore ha accettato di amputare la zampa sotto il ginocchio, applicando un arto artificiale. Molly uscì dalla clinica ed ebbe inizio la sua storia. Secondo il chirurgo Moore, Molly ha un carattere dolce e forte, tanto da essere disposta ad affrontare il dolore.

Altro fattore importante socondo Moore, è che l’animale ha percepito di avere qualcuno disposto ad averne cura e curarla per tutto il resto della sua vita.
Molly ha ripreso a mangiare ed è tornata in forze, anche il vigore e la bellezza della sua criniera dimostrava il benessere ritrovato.

Oggi Molly ha un ruolo molto importante. Kay, il proprietario del podere di salvataggio, la porta negli ospedali, case di cura e centri di riabilitazione.
Molly, ovunque va, porta coraggio alle persone che hanno bisogno di un’ispirazione per ritrovare fiducia e voglia di vivere.

La civiltà ed il coraggio hanno bisogno di ispirazione. Non siamo altro, che il riflesso di chi abbiamo scelto come modello.

Sfruttare la crisi economica

Sono in molti a pensare che questa situazione economica può rappresentare per l’Italia un’opportunità di rinascita culturale ed economica, poiché il falso benessere degli ultimi decenni ha portato l’Occidente ai margini del baratro. Corruzione ed omertà hanno preso il dominio su sistemi, mercati, aziende, famiglie ed individui.

Nell’epoca dell’informazione tutto questo non può essere accettato. La conoscenza oggi è alla portata di tutti, basta avere un computer o un cellulare ed una connessione ad internet.

Se l’Austria è in grado di gestire in maniere eccellente le proprie foreste, non ci dobbiamo inventare nulla, basta copiare. La stessa cosa vale per tutte le aree di competenza dello Stato.

Come sta andando il nostro sistema scolastico? Quello sanitario? La pubblica sicurezza?

Quali Stati eccellono in una o più dei settori sopra citati? Non ci dobbiamo inventare nulla, basta copiare.

Nel Terzo Millennio non c’è più scampo per sotterfugi ed omertà. Le verità diventano di dominio pubblico velocemente, con tanto di prove.
Chiunque oggi con un cellulare può fotografare o fare filmati e metterli in pochi secondi davanti agli occhi del mondo tramite Twitter o Facebook.

Nell’era della comunicazione l’omertoso e il disonesto non hanno più scampo, il loro occultare sarà velocemente messo in luce.

Essere credibili

Per essere credibili bisogna meritare la fiducia, per meritare la fiducia bisogna dire la verità. La società attuale è dominata dalla comunicazione, che è oggi alla portata di tutti.
Non possiamo dire più bugie, perché si verranno a sapere presto.

Nell’epoca della socializzazione virtuale e la condivisione delle informazioni, è importante considerare finalmente, la possibilità di costruire un modello di vita più equo e solidale.
Per fare questo bisogna mettere in primo piano “la piattaforma” nella quale tutto questo avviene, ovvero la natura.

La natura e gli animali sono il nostro habitat, e anche se qualcuno sembra averlo dimenticato, lo sarà anche per le generazioni future.

Se ci troviamo in una stanza e due o tre persone fumano, ad un certo punto avremo l’esigenza di aprire le finestre. Se ci troviamo in un palazzetto dello sport e centinaia di persone fumano, neanche un buon impianto di ricambio dell’aria potrà essere efficiente.

SE CONTINUIAMO AD EMETTERE FUMI NELL’ATMOSFERA A QUESTO RITMO, L’EFFETTO SERRA SARA’ SOLO IL MALE MINORE.

La Terra è un ecosistema chiuso simile ad una stanza o un palazzetto dello sport. Solo che non si possono aprire finestre o installare impianti per il ricambio dell’aria.

In questo momento, ventiquattro ore su ventiquattro, vengono fabbricati prodotti a basso costo che inondano il commercio mondiale; e che alla stessa velocità, finiscono in discarica.

Inquinamento, sofisticazione, sfruttamento, illusione.

  • Inquinamento ambientale per fabbricare.
  • Sofisticazione dei prodotti e dei materiali.
  • Sfruttamento della manodopera.
  • Sfruttamento scriteriato delle risorse naturali.
  • Illusione della società industriale.
  • Inquinamento ambientale per trasportare in ogni angolo del pianeta.
  • Inquinamento culturale prodotto dalla mentalità consumistica dell’uso e getta.
  • Ulteriore inquinamento ambientale per le difficoltà di smaltimento di questa enorme mole di “immondizia”.

Come si arriva ad una soluzione? L’unica via d’uscita è la cultura del meno e meglio.

Sarà la crisi a ristrutturare il buon senso è un’economia sostenibile?

Superare la crisi economica

La vita media che si è allungata, abbiamo avuto la possibilità di migliorare il nostro aspetto, l’accesso alle cure di base è per tutti, disponiamo di ambulanze, Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco … ma continuiamo ancora a lamentarci.

Perchè?

Forse è perchè siamo usciti dalle logiche del:

  • dare prima di ricevere,
  • essere utili prima di chiedere,
  • valutare i propri doveri prima di reclamare i nostri diritti.

Chi comprendere l’importanza della Motivazione deve necessariamente uscire mentalmente dalle logiche del lamentarsi.
E’ vero che ci sono motivi per lamentarsi, ma ci sono sempre stati, e sempre ce ne saranno.

Quello che non serve si butta via, la lamentite non serve a niente, se non a renderci patetici a noi stessi e agli altri.

Hai visto il film su Michael Petrucciani.
Ho avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto a Teramo, qualche mese prima della sua scomparsa terrena. E’ stato impressionante constatare cosa era capace di fare al pianoforte.

Michael Petrucciani era un uomo che aveva dei motivi per lamentarsi ed autocompiangersi?
La sua scelta è stata quella di vivere, sposarsi ed avere due figli.

Il corpo di Petrucciani è sepolto a Parigi, nel cimitero di “Père Lachaise”, vicino alla tomba di Chopin.

A proposito, il nonno di Michael  Petrucciani era di Napoli.
Possiamo dire ancora una volta che noi italiani NON siamo poi così tanto scarsi, come qualcuno vorrebbe (persino qualcuno dentro l’Italia stessa) far credere.

L’azione positiva persevarente alimenta La Motivazione, che è l’unica forza capace di creare benessere e futuro.

Liberarsi dallo stress

I sintomi dello stress appaiono molto chiari, quelli più evidenti sono notoriamente le mascelle serrate e la tensione che si percepisce sul collo e sulle spalle.

I sintomi sono un’avviso chiaro che ci dice: occhio, c’è qualcosa che non va!

I sintomi dello stress sono simili alle spie rosse della nostra autovettura, quando si illuminano sul nostro cruscotto, si deve compiere una sola ed unica azione: fermarsi immediatamente.

E se non ci fermiamo?

Molte persone “non hanno tempo” di prendere in considerazione i segnali dello stress e continuano la loro corsa a testa bassa per andare …
Per andare dove?
Non è forse vero che tutti, nessuno escluso, hanno non più di sessanta secondi di vita per ogni minuto? Per di più senza la possibilità di rallentare o velocizzare questo tempo?

Allora, stiamo correndo dove? Non stiamo forse facendo come quelle mandrie impazzite, che come ipnotizzate si dirigono in una folle corsa verso il dirupo? Cosa sta influenzando questa corsa? Come mai  quasi tutti siamo stressati?

Occorre fermarsi per capirlo. Cerchiamo più quiete, lasciamo perdere per qualche giorno televisione e social network, stiamo più a contatto con la natura.

 

Credere di più in se stessi

“Tanto questo non farà mai niente”*, fu l’affermazione fatta da un dirigente di una nota casa discografica, parlando di Claudio Baglioni.

Immaginate quanta gente ogni giorno esprime pareri, anche autorevoli, sulle capacità delle persone. Immaginate anche se Claudio Baglioni avesse dato credito all’opinione di questa persona, che tra l’altro era un’esperto del settore.

Quanti sono imprigionati mentalmente dalle opinioni espresse da altri, incluse le persone care?

Gli innovatori sono persone che caparbiamente mettono in atto le visioni che hanno nella mente. Le grandi opere sono state prima pensate e poi realizzate.

Chi ha la capacità di capire la nostra visione unica? Spesso solo noi stessi.
Van Gogh e tanti altri innovatori erano degli incompresi, ma hanno perseverato cambiando per sempre il corso della Storia.

Un grande grazie a Claudio Baglioni, che ha perseverato per far fruttificare la propria dote artistica ed ha donato alla Storia le sue straordinarie opere musicali.

*Fonte: Wikipedia

Creare il benessere economico

Se spendi più di quello che guadagni, prima o poi ti troverai nei guai.

Siccome la matematica non è un’opinione e quando andiamo a fare la spesa ci chiedono del denaro quantificato numericamente, dobbiamo tornare a considerare lo strumento della misura.

Tornano in primo piano argomenti ormai in disuso, come il bilancio famigliare, la produttività, le esportazioni.
Le famiglie iniziano seriamente a fare i conti con il caro-vita e tagliano le spese superflue. La pizza si fa a casa anziché andare a mangiarla fuori. Si consuma meno carne e meno pesce, privilegiando alimenti più semplici come legumi e uova.

I cittadini sono diventati più attenti ai servizi pubblici. Mentre prima sorridevano di fronte ad un impiegato statale improduttivo, oggi chiamano i carabinieri.

Qualcuno sta iniziando a porsi seriamente delle domande responsabili sulle merci a basso costo,  che inondano la nostra economia e comincia a pretendere i prodotti “made in Italy” certificati anche nella filiera produttiva.

Sono segnali di consapevolezza, una presa di coscienza positiva che crea gli auspici per un cambiamento radicale, ma positivo.

Essere vincenti

L’essere umano è per natura spinto a primeggiare, questo bisogno recondito lo porta a considerare costantemente il mondo circostante al fine di conoscere quali siano i parametri che conferiscono la vittoria.

Il campo di gioco fa la differenza.

Un pugile sarà perdente partecipando come giocatore ai mondiali di calcio, un arciere sarà perdente se si presenta alle Olimpiadi nel salto in lungo. Ogni atleta si prepara per il proprio campo di gara, conoscendo attentamente ciò che determina la vittoria e la sconfitta.

Abbiamo detto che è nella nostra natura tendere a primeggiare, lo sport è a questo scopo, uno degli strumenti più efficaci per educare. Lo sport insegna la disciplina ed il rispetto delle regole, ma soprattutto l’importanza di concentrarsi e conoscere il proprio campo di gioco.

I campi di gioco nella vita reale.

Ogni giorno ognuno di noi si confronta con il gioco della socialità. Chi è il perdente e chi il vincente? E soprattutto, in quale campo dei valori vogliamo essere vincenti?

C’è chi gioca sul campo dell’apparenza e della furbizia. Altri invece sul campo dei valori che rendono l’essere umano quello che è, invece che un servo delle proprie bassezze.

Il valore del denaro

Il denaro è energia, perchè costa energia. Ciò che diamo in cambio per ottenere il denaro è l’energia più preziosa che abbiamo, la nostra vita.

La parte migliore della nostra vita, dalle 8:00 alle 17:00, la dedichiamo al lavoro. Dovremmo creare un altissimo valore con questo nostro sacrificio.

Invece cosa facciamo?
Lo sprechiamo.

Perchè lo sprechiamo? Perchè siamo indotti a cercare “un posto di lavoro”.

L’obiettivo di ogni persona è (o dobrebbe essere) quello di dare valore alle proprie capacità e metterle a disposizione della risoluzione dei problemi altrui.
Questo è quello che fa un bravo medico, o un bravo meccanico.

Nell’era del boom economico lo stipendio ha permesso di aumentare la qualità della vita. Non era tanto importante il valore del lavoro ma lo stipendio, perchè con lo stipendio si creava valore.

Questo strano meccanismo ha creato una deformazione della realtà, fino a trasformare i valori della nostra società, in valore quantificato in stipendi e denaro. Così è nata la società dei consumi. Un mostro che si autoalimenta succhiando tutte le risorse umane e della natura, trasformando il nostro tempo e le nostre risorse naturali in prodotti.

I beni più preziosi che abbiamo, il nostro tempo ed il patrimonio naturale; trasformati in cose e prodotti da consumare a ciclo continuo.

Fortunatamente sempre più persone, in tutto il mondo, stanno acquisendo consapevolezza e dicono basta.La Si può vivere in maniera sostenibile, consumando molto meno,  a beneficio di tutti e di tutto.

Siamo all’inizio di una svolta? Pare proprio di si, e internet sembra essere il maggiore protagonista di questa svolta.

Mettere ordine

Sembra che gli ultimi tempi siano contrassegnati da disordini di ogni tipo, da quelli economici a quelli sociali.
Come mai? Da cosa dipende? Come siamo arrivati a tutto questo?
Forse per il troppo benessere?

Non esiste nessuna persona al mondo che abbia costruito la propria personalità ed il proprio carattere con l’agio. L’agiatezza e la comodità portano la noia, la pigrizia, che determinano a loro volta l’infiacchimento della volontà e la decadenza dei valori.

L’indebolimento della volontà non ha colpito solo gli indivui, ma intere società del mondo occidentale, Italia compresa.
Divano, televisione, frigorifero e smartphone, questi sembrano attualmente gli interessi prevalenti di giovani e persone di ogni età.

Gente addormentata e viziata in ogni ambito, da quello politico, a quello amministrativo, a quello sociale.

Cosa succede quando diventi pigro e non tieni più in ordine la tua casa? Dopo un certo tempo sarai dominato da degrado e disordine.
E cosa sarai costretto a fare?
Dovrai necessariamente sgombrare tutto, liberarti di quello che non ti serve e conservare solo ciò che ti è utile.

Qualcuno ha già cominciato ed ha sgombrato armadi, garage e soffitte. Altri hanno preso in mano l’estratto conto per capire quali sono le spese veramente utili e necessarie. Altri ancora sono già molto avanti ed hanno spento il maggior induttore di confusione e disordine: il televisore.

Mi viene da pensare che “capiamo il valore dell’ordine, solo quando siamo  sopraffatti dal disordine”. La storia ci insegna che quando il disordine ha dominato, ha dato sempre seguito a decadenza, rivoluzioni sanguinarie e dittature.

Trovare quiete e benessere

Si può trovare il benessere nel chiasso? La risposta è ovviamente no. Allora perché la maggior parte delle persone tiene perennemente accesi televisore e radio?

Se anche tu come me cerchi la serenità ed il benessere, devi necessariamente tenere a bada tutti i fattori di disturbo che possono rendere difficoltoso il raggiungimento di questo obiettivo.

La qualità della vita richiede la quiete, e non l’agitazione.

Personalmente ho eliminato tutto questo frastuono, scegliendo per l’intrattenimento le radio online (esempio Jazzradio.com)  e film in dvd.

Provare per credere!

Scegliere ciò che vale

Scendere al primo semaforo rosso.

Vi è mai capitato di salire a bordo di un’auto, che il guidatore manda a tutta velocità? Qual è il desiderio? Scendere subito non appena se ne ha la possibilità, al primo semaforo rosso aprite lo sportello e ve la svignate in tutta fretta.

Chi è oggi continuamente connesso con i media, vive la sensazione di essere su un’auto spaventosamente in corsa che pare non voglia più fermarsi. È un continuo subire di programmi di basso livello morale e culturale, notiziari che non danno nessuna notizia utile, pubblicità che ci vorrebbe continuamente con il portafoglio in mano pronti a disfarci del nostro denaro, salotti che ospitano opinionisti e politicanti di professione.

Chi rimane a bordo sta iniziando a “sfracellarsi”. Uno sfacelo evidente a tutti, con disastri famigliari, economici e sociali. Eppure basta poco, è sufficiente spegnere un interruttore e ricollegarsi alla realtà.

Qual è la realtà?
Quella di sempre, fatta di persone care, amici ed interessi semplici che fanno parte della quotidianità.
Un patrimonio che tutti hanno a disposizione, ma che gli stolti lasciano svanire ed andare in malora, incantati da sirene simili a quelle di Ulisse.

Come sprecare di meno

Tutti si lamentano della crisi, eppure continuiamo a sprecare, come mai? E chi paga maggiormente le spese di tutti i nostri sprechi?
La risposta è: gli animali e l’ambiente.

Pochissimi hanno idea di quanti alimenti finiscono ogni giorno delle discariche. Di fronte a questo scempio non riusciamo neanche più ad indignarci, paralizzati da un senso di impotenza di cui non ne conosciamo neanche l’origine.

Come fare allora? Certamente tutti sono coscienti che non si può andare avanti così.
Hai idea di quante merci a basso costo arrivano ogni giorno in Italia, riempiono gli scaffali, arrivano nelle case e … finiscono nelle discariche.
Quanto ci costa lo smaltimento di queste merci-monnezza?

Purtroppo questa tendenza ha invaso anche il settore alimentare, creando una filiera nell’allevamento di animali e pesci.

Animali e pesci imbottiti di antibiotici e mangimi, allevati in aree del pianeta dove costa di meno produrre, spediti in ogni luogo del mondo.
Un altro scempio viene fatto dai pescherecci ultrasofisticati che saccheggiano il mare, pescando in maniera altamente sofisticata e meccanizzata ogni tipo di pesce, dalle balene alle alici.
Questa è la filiera alimentare, senza parlare  della produzione del latte e dei latticini (pochi sanno come funziona).

Il problema è che ogni giorno tonnellate di questi alimenti intasano le nostre discariche e le nostre coronarie con il colesterolo. E mentre succede questo, milioni di adulti e bambini muoiono di fame in altre parti del pianeta.

È arrivato il momento di attivare il consumo critico, informandoci su ciò che compriamo, portando a casa solo quello che è sostenibile e prodotto con i parametri della qualità.

Nell’era di internet l’ignoranza è una scelta personale.

Puntare all’eccellenza

L’eccellenza non è un’eccezione, ma una formazione. Lo testimonia la storia attraverso i grandi successi artistici, umani, culturali ed economici.

L’arte, la cultura e la produzione di beni di alto pregio, si possono riferire a determinate epoche ed a aree geografiche definite. Pittura, architettura, filosofia, tessile, elettronica e tutto quanto è degno di nota nella cultura e nella tradizione umana; hanno preso vita dalla condivisione di persone lungimiranti ed insoddisfatte della realtà già esistente.

La maestria a produrre vini, scarpe, dipinti, sculture, abiti, elettronica e quant’altro fa parte dell’esperienza umana; si è sviluppata quando più soggetti si sono orientati per bisogno o per ispirazione, ad uscire dalla mediocrità e fare, come dice Robert Dilts, la differenza che fa la differenza.

È il bisogno di uscire dalla mediocrità a creare l’Eccellenza.

Acquisire più saggezza

I sentimenti ed i sogni delle persone sono sempre gli stessi, oggi come tremila anni fa. Allora perchè non imparare dai vecchi?

Gli anziani hanno un patrimonio da condividere ma pochi oggi ne usufruiscono. Il “vecchio” è considerato dai giovani antiquato e non adatto al’attualità.

Il problema si concentra proprio sulla parola “attualità”.

Sembra che le nuove generazioni facciano fatica a visualizzare il futuro e siano concentrate sul consumare quello che offre loro la giornata. Sembra che i giovani siano interessati solo a se stessi ed a quello che possono consumare.

In questo tipo di atteggiamento si nasconde una pericolosa trappola, perchè come disse qualcuno: “bisogna occuparsi del proprio futuro, perchè è li che passeremo il resto della nostra vita”.

Il palcoscenico è sempre lo stesso e coloro che sono concentrati solo su stessi e sul sollazzo che possono apportare alle loro giornate, inevitabilmente si costruiscono intorno aridità e vuoto. In realtà oggi come duemila anni fa, le regole per qualità della vita sono sempre le stesse. Cambia la tecnologia, ma le emozioni e le relazioni umane sono rimaste pressoché identiche. 

Come acquisire più saggezza? Leggendo i libri di storia e parlando con le persone anziane.

Vedere in grande

Qualcuno pensa che sognare fa parte ormai del passato? Ebbene si sta sbagliando, eccone la prova.

L’uomo che sognò di portare il turismo sulla luna: Richard Branson.

Date un’occhiate a tutti i suoi progetti, dall’esplorare i fondali degli oceani a portare persone nello spazio. Vi renderete conto che oggi come sempre, esistono le persone che sognano in grande.

In un’epoca in cui, soprattutto i giovani sembrano addormentati davanti a videogiochi ed altri inutili e spesso dannosi sollazzi, ecco che un sessantenne ci provoca con la sua straordinaria intraprendenza.

Preparatevi a sognare: cliccate qui!

Come trovare più stimoli

Per ricaricarsi e rinvigorire la nostra creatività non c’è niente di meglio che cambiare ambiente. Perchè quando ci spostiamo per una vacanza, ma anche semplicemente per un week-end, ci stacchiamo dalla routine di tutti i giorni e riusciamo a vedere con occhi nuovi.

La vita quotidiana può essere molto stressante, a causa dei ritmi pressanti e della gran quantità di impegni a cui dobbiamo assolvere tutti i giorni. A questo si aggiungono a volte anche degli imprevisti, che mettono a dura prova la nostra efficienza fisica e mentale.

Quando ci stacchiamo dalla quotidianità le nostre energie si rinnovano immediatamente. Perchè?
Perchè i nostri occhi si staccano da lavori da eseguire, bollette da pagare, riparazioni da effettuare.

Quando i nostri sensi vivono l’esperienza di nuove emozioni, tutto il nostro essere si rinnova.

Oggigiorno potrebbe essere economicamente impegnativo concedersi le vacanze. Ma considerando che è un bisogno, dobbiamo ingegnarci per ottenere questo beneficio.

Se andare in vacanza è un impegno economico troppo alto, concediamoci durante l’anno qualche week-end, basta spostarsi di cento chilometri per vedere facce nuove e cose nuove.

Se non riusciamo a concederci un week-end, impegniamoci a stare la domenica fuori casa. Si parte la mattina con zainetto e panini e si passa la giornata a contatto con la natura. Oppure a visitare luoghi panoramici, artistici e culturali.

Liberarsi dello stress

Evitare i fattori stressanti diventa oggi una priorità, per questo è necessario gestire con attenzione tre degli attuali disturbatori più invadenti: internet, radio e televisione.

Internet, radio e televisione, invadono e inondano la nostra vita di pubblicità, notiziari e gossip. A cosa serve tutto questo? A nulla, se non a stressarci. Allora eliminiamoli, sostituiamoli con della buona musica rilassante e dei buoni libri.

Se ci interessa qualcosa da comprare la scegliamo, non abbiamo bisogno che qualcuno ci induca a farlo.

Se abbiamo il bisogno di informazioni utili, certo non le reperiamo nei notiziari o sui social, che sembranno un orrendo pastone di gossip e notizie dieci volte riciclate.

Eliminiamo i fattori di disturbo ed automaticamente, cresce anche il nostro benessere.  

Cambiare mentalità

Le persone responsabili ed altruiste risolvono i problemi e creano il progresso. Mentre le persone disfattiste creano i problemi e ostacolano il miglioramento.
Attualmente in Italia si pratica lo sport della deresponsabilizzazione. La cultura dominante è parlare di problemi e additare qualcuno a cui darne colpa. L’atteggiamento è uguale a quello dei bambini viziati che, annoiati di tutto, cercano qualsiasi pretesto per lagnarsi.

Non sarà il caso di crescere? Non sarà il caso di assumerci ognuno le proprie responsabilità?

L’Italia che ci ritroviamo l’abbiamo creata noi con gli impiegati statali intoccabili, baby pensioni, falsi invalidi, caste e castine, abuso dei diritti sindacali, sovvenzioni e sovrassovvenzioni, delega totale alla scuola per l’educazione dei figli  e via dicendo.
Siamo noi i responsabili di tutto questo, direttamente, o indirettamente come persone omertose.

La buona notizia è che si può riprendere la buona via. Proprio come quando sbagli strada con la macchina e poi torni indietro per riprendere la strada giusta.
Il primo passo è riconoscere che si sta andando in una direzione sbagliata, il secondo passo è correggere la rotta.

Alla guida ci siamo noi.

Non sono i politici che guidano l’Italia, ma ognuno di noi come persone intelligenti e socialmente responsabili.

Liberarsi dal bisogno di apparire

Se vuoi apparire tante pene dovrai patire”. E’ un antico detto popolare delle mie parti (Abruzzo), un monito a non spendere la propria vita per farsi ammirare dagli altri.

L’immagine rende spesso le persone stupide, proprio come accade agli animali quando vogliono attirare l’attenzione. Il gallo cedrone maschio ad esempio, diventa fortemente vulnerabile quando si mette in mostra per attirare le femmine, perchè viene notato anche dai rapaci.

Il mondo è pieno di “rapaci” che cercano scorciatoie alla fatica del lavoro, cercando di vivere comodamente a spese degli altri.

Perchè sacrificare il frutto del proprio impegno lavorativo per mettersi in mostra? E’ un modo di fare che rende più felici ed intelligenti?
No, perchè agli occhi della persona saggia e avveduta, chi ostenta appare in modo estremamente leggero e superficiale.

Il denaro è in realtà un modo per riscattare la nostra libertà. I soldi dovrebbero servire al miglioramento della qualità della nostra vita.
I soldi servono a riscaldare la nostra casa per renderla più confortevole, comprare cibo di qualità, studiare per migliorarsi, viaggiare per ampliare le proprie vedute e sperimentare la meraviglia,  aiutare chi è realmente in difficoltà.

Puoi usare il tuo denaro per attirare l’ammirazione e l’attenzione degli altri, o per migliorare realmente il tuo benessere e la tua qualità di vita.

Trovare nuovi stimoli

“Il tempo è la sostanza di cui è composta la nostra vita”. Non ne ricordo l’autore, ma mi sembra questa la definizione da cui trarre spunto,  per considerare con serietà l’organizzazione del nostro tempo.

Nella cosiddetta “cultura del tempo libero”, l’obiettivo principale della gran parte delle persone è pensare a come consumare piacevolmente il proprio tempo. A questo scopo sono stati inventati tanti sistemi: reality, serie tv, talk show e recentemente i social network. Questi sistemi sono ottimi per consumare il tempo, ma vanno bene per chi ha già un futuro delineato. Il problema nasce quando questi sollazzo coinvolgono i giovani e coloro che conducono una vita piatta, monotona, insoddisfacente, mediocre.

I giovani dovrebbero avere degli obiettivi che li spingono la mattina a saltar giù dal letto con entusiasmo, per correre a costruire il loro futuro, fatto di sogni come la famiglia, la professione, il conoscere luoghi nuovi, l’aumentare le proprie capacità e la propria cultura.

Invece ci sono delle forze che li vogliono assolutamente mediocri e prevedibili.
Perchè?
Sarà forse perchè le persone che hanno intorno, mancano loro stessi di obiettivi per il loro futuro?

Il risultato dell’appiattimento è l’apatia.

Lo stimolo positivo dovrebbe essere: sforzo = risultato = entusiasmo = nuovo sforzo = nuovi risultati = … ed ancora prove, sforzi, obiettivi …

Chi vuole uscire dalla mediocrità, deve necessariamente cambiare prima di tutto l’ambiente che frequenta e in cui vive, per poi considerare di spostarsi in un altra area geografica e se è necessario anche all’estero.

Come trovare la motivazione

La Motivazione ha una rilevanza fondamentale, poiché pone una spinta che porta a raggiungere gli obiettivi e trarne soddisfazione, appagamento e benessere. All’opposto della motivazione vi è l’indolenza, che porta a sua volta al malessere e al degrado.

La Motivazione si alimenta con la mappa dei propri obiettivi personali.

La mappa dei obiettivi personali va strutturata in modo tale,  da avere sempre una chiara visione sul proprio futuro e sulle azioni da intraprendere.

Una mappa degli obiettivi personali permette di configurare il proprio futuro.

La mappa dei propri obiettivi mantiene la motivazione ad un livello ottimale e consente a chiunque di raggiungere qualunque risultato.

Quali letture scegliere

Il cibo è tutto uguale? No, c’è quello che ci fa ammalare e quello che ci fa stare bene. Allo stesso modo agisce “il cibo per la mente”, può farci ammalare oppure donarci benessere.

Le statistiche ci dicono che oggigiorno due persone su tre si ammalano a causa di un’alimentazione scorretta. Gli alimenti a cui non sappiamo resistere come snack salati e dolci, costituiscono una delle cause principali di questo grave problema sociale.

Un altro problema che affligge oggi la nostra vita è il degrado culturale, causato dal comportamento insano che domina la vita di tantissime persone. Prepotenza e deresponsabilizzazione ad esempio, sono sotto gli occhi di tutti e sembrano ormai far parte del vivere quotidiano.

La salute del nostro corpo è determinata da ciò che mettiamo nello stomaco, la salubrità dei nostri comportamenti nasce da quello che mettiamo nella mente.

Sembra che Socrate paragonasse il mettere cattivi pensieri nella mente, al mettere un pesce marcio nello stomaco.
Oggi come ai tempi di Socrate il problema rimane sempre lo stesso: mettere cattivi pensieri nella mente causa malessere e come tutti sanno, anche la malattia.

Già Evangrio Pontico, un monaco vissuto nei primi secoli dopo Cristo, aveva classificato centinaia di pensieri che possono far ammalare una persona.

Come fare dunque, per alimentare bene la nostra mente?
Semplice, allo stesso modo con cui scegliamo il cibo per lo stomaco: deve essere sano e produrre energia.

Ti sembra facile oggi trovare alimenti sani e naturali? Allo stesso modo accade per il cibo per la mente, devi impegnarti per cercare quello giusto. Il buon cibo per la mente è quello che ti da indicazioni e ti dona fiducia. Quello cattivo invece ti provoca confusione e scoraggiamento.

I libri costituiscono una delle fonti più accessibili di buon cibo per la mente.

Tu leggi?
Quanti libri leggi?
Quali libri leggi?
Qual è l’ultimo che hai letto? I libri che leggi, costituiscono buon cibo per la tua mente? Oppure non leggi e passi il tuo tempo tra televisione e social?

Le migliori letture sono quelle che ci donano benessere e ci ispirano a diventare persone migliori, per noi stessi e per gli altri.

Essere un bene per se stessi e per gli altri.

Facilitare le buone relazioni

In che modo ci rapportiamo con gli altri? Le relazioni con le persone che ci circondano, sono caratterizzate da serenità o da conflitti?

Il modo in cui ci relazioniamo con famigliari, vicini di casa e colleghi, è determinante ai fini della qualità della nostra vita.

Gli altri si sentono apprezzati quando vengono ascoltati. Se le persone si sentono apprezzate, sono più propense ad aprirsi e rispettare i valori altrui.

Viviamo in un’epoca in cui le relazioni tra le persone sono fortemente compromesse. L’alta percentuale di fallimenti matrimoniali ne è una prova evidente.

Il problema da superare è la cultura di una comunicazione ad una sola via, inculcata negli ultimi decenni dalla televisione.
La programmazione televisiva è costellata da persone che vivono il culto della personalità, i giornalisti sono diventati opinionisti, chi gestisce i programmi ha potere assoluto sulla gestione arrivando persino a togliere la parola agli ospiti.
Tutto questo genera una cultura basata sul personalismo e sull’imposizione delle proprie idee.

Gran parte dei problemi personali, famigliari e sociali sono causati oggi da questa cultura dominante. Chi vuole riportare serenità, equilibrio e qualità alla propria vita deve necessariamente:

  1. eliminare le fonti che alimentano questo tipo di cultura;
  2. allenarsi all’ascolto, impegnandosi a cercare di capire ciò che l’altro vuole esprimerci;
  3. Evitare le persone con il culto del personalismo.

La nostra società è corrotta proprio a causa del personalismo, si ascoltano il proprio orgoglio ed i propri piaceri, ignorando i bisogni altri.

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Come esprimere le proprie potenzialità

Per esprimere le proprie potenzialità bisogna trovarsi nel posto giusto, le capacità servono a poco, se sei nel posto sbagliato.

Chi ha visto il film Rambo ricorderà la scena in cui il protagonista si sfoga con il suo ex comandante: “in Vietnam ero responsabile di apparecchiature dal valore di milioni e qui non mi affidano neanche un lavoro in un autolavaggio”.
È la situazioni che vivono molte persone in Italia e nei Paesi del mondo, che come l’Italia sono insozzati della corruzione. Dove c’è corruzione, le capacità umane, sociali e professionali non valgono nulla, vanno avanti solo i corrotti, i figli dei corrotti e gli amici e complici dei corrotti.

La corruzione è come una fogna che si insinua in un ruscello di acqua limpida e pura, la contamina distruggendo ogni forma di vita (vita: vitalità, salute, bellezza, riproduzione, equilibrio). Il ruscello può mantenersi pulito solo se viene deviato a monte su un altro percorso. Allo stesso modo, chi ha in se capacità umane, sociali e professionali, può solo far fruire altrove queste preziosismo risorse, ad esempio in Paesi dove si investe in cultura e senso civico.
La cultura è la conoscenza della bellezza, il senso civico è l’educazione al rispetto delle persone e delle risorse comuni. Un Paese corrotto manca di questi fautori fondamentali della civiltà e del benessere comune.

Sei nel posto giusto?
Le capacità servono a poco, se sei nel posto sbagliato.

Rimanere sul mercato del lavoro

Il lavoro esiste per creare uno scambio positivo tra le persone, risolvendo i problemi reciproci in cambio di denaro.
Pagheresti il meccanico se non ti aggiusta la macchina?

Il lavoro ha un senso se è utile a qualcuno. Se questo principio non è chiaro, si avranno sicuramente delle difficoltà, per trovare una propria occupazione.

Nell’era del boom economico, il principio dello scambio reciproco si è completamente falsato, trasformandosi in “ricerca di un posto di lavoro” o “cercare un modo per fare soldi”.

Ancora oggi c’è qualcuno che cerca il posto di lavoro, magari statale. Si tratta della ricerca di un “posto sicuro” dove stare tranquilli, percepire uno stipendio ed arrivare alla pensione.
L’attuale situazione economica italiana è frutto di questo modo di fare.

Anche tra chi pensa ad un’attività in proprio vi è una distorsione della realtà, come ad esempio, cercare un modo per fare soldi.
Terminata l’era industriale, dove tutti avevano denaro da spendere, l’impresa sopravvive se fornisce prodotti e servizi di qualità ed utili alla gente, con prezzi consoni al mercato di riferimento.

Oggi il lavoro si è trasformato definitivamente da:

  • cercare un posto di lavoro a “cercare un’azienda alla quale fornire le proprie capacità lavorative”;
  • cercare un modo per fare soldi a “servire il mercato con qualcosa di utile, fornendo servizi e prodotti a valore reale”.

Per mantenersi un lavoro o un’attività, oggi è necessario considerare ciò che serve realmente al mercato.

Come il lavoro condiziona il benessere della persona

Il lavoro è alla base della vita di ogni individuo, perchè permette di soddisfare il primario bisogno di essere utili.

Dale Carnegie, nel suo libro “Come vincere lo stress e cominciare a vivere”, riporta come soluzione ai problemi esistenziali, la scelta di dedicarsi ogni giorno a fare qualcosa di buono per gli altri. Sempre secondo l’autore, questo metodo consente di guarire dalla depressione in sole due settimane.

Il lavoro dunque è molto di più che “guadagnarsi la pagnotta”, il lavoro è fondamentale per il benessere di ogni persona.

Avere un lavoro significa:

  • poter esprimere le proprie potenzialità, risorse e creatività;
  • soddisfare il bisogno economico;
  • avere una pianificazione della propria giornata.

La donna, generalmente, prova più senso di completezza attraverso la maternità, che con il lavoro. Ma l’uomo, senza lavoro, diventa frustrato e fa fatica a mantenere una condizione mentale sana e propositiva.

Il lavoro, di qualunque tipo, è la condizione essenziale per il benessere. Per questo motivo, anziché aspettare il lavoro giusto, è meglio darci da fare con qualsiasi opportunità ci si pone di fronte.

La mancanza di flessibilità lavorativa è una delle maggiori cause del malessere sociale. Il lavoro dona dinamicità, una condizione essenziale per trovare e farsi trovare dalle opportunità migliori della vita.

Usare bene i soldi

Comunemente si crede che il denaro da solo, sia in grado di apportare felicità alla vita di chiunque. Nella realtà, la maggior parte delle persone è infelice proprio a causa del denaro.

Il denaro risolve tutti i problemi?
Se fosse vero, le persone che ne hanno dovrebbero essere tutte felici.
In realtà, sappiamo che non è così.

Una persona può sentirsi appagata, vivendo in un monolocale e viaggiando con i mezzi pubblici. Un’altra invece, può sentirsi frustrata pur possedendo più residenze nel mondo ed avendo a disposizione un jet privato.

Da cosa deriva dunque il benessere?

Due fattori di appagamento e pienezza possono essere:

  • essere utili nell’ambito sociale e lavotativo, 
  • stare a contatto con persone potenzianti.

Essere utili: il tuo lavoro quotidiano deve necessariamente essere utile a qualcuno, cioè deve risolvere dei problemi.
Se non hai bisogno di lavorare perchè vivi di rendita, oppure sei studente o pensionato, fai del volontariato e renditi utile per risolvere i problemi a qualcuno.
Il senso di inutilità è un vuoto impossibile da colmare, perciò, renditi utile.

Condividere la propria vita con persone potenzianti: le persone lamentose e disfattiste sono contagiose ed in genere, sono così perchè mancano del punto sopra citato, cioè sono interessate solo a se stesse.
Datti da fare per meritare l’amicizia di persone attive ed appassionate di quello che fanno.
Attenzione: anche le persone che segui in televisione condizionano il tuo modo di pensare ed agire.

Ricco o povero, chi è insoddisfatto è dedito ad alcool, ansiolitici e droga per alleviare il proprio vuoto esistenziale,  in quanto mancano di essere utili agli altri e sono circondate da persone esattamente come loro.

Due possibili modi per essere felici e sentirsi appagati:

  1. essere utili agli altri nell’ambito lavorativo e sociale,
  2. circondarsi di persone potenzianti, che sono di esempio per tirar fuori il meglio di se stessi.

Crearsi un futuro

Alcuni trascorrono il proprio tempo a lamentarsi di tutto e di tutti, magari con le giuste ragioni. Tuttavia la domanda da farsi è: questo è utile a qualcuno?

Lamentarsi dei politici, della società e di come va il mondo non apporta nessun beneficio e nessuna risoluzione. Noi stessi, la società e i nostri figli non otteniamo nulla dalle nostre lamentele.

Noi siamo risolutori se ci occupiamo dei nostri obiettivi e della nostra risolutezza. Le persone intorno a noi ricevono aiuto da chi è di esempio e non da chi vuole insegnare e basta.
Se vogliamo imparare a coltivare l’insalata ci conviene andare da un contadino che lo sa fare bene anche se è analfabeta, più che da un professore che sa tutto in teoria ma nulla in pratica.

Se teniamo veramente al nostro futuro, è bene uscire dalla massa di chi si lamenta. In silenzio ed umilmente, iniziamo a guardarci intorno per imitare qualcuno che rappresenta un esempio pratico.
È finito il tempo delle chiacchiere facili e dei soldi facili, oggigiorno quello che viene richiesto è coerenza e concretezza.

La coerenza è fondamentale per ricreare una società matura e responsabile: “quello che tu fai urla così forte che non riesco a sentire quello che dici.”
Le epoche di eccellenza, in tutti i settori, sono scaturite da maestri che rapprentavano l’eccellenza e creavano standard di eccellenza.

La concretezza è la sostanza di cui è composta la realtà. Nessuna persona avveduta spende tempo e denaro per acquisire teoria. Quello che vogliamo in cambio del nostro tempo e del nostro denaro è concretezza tangibile in forma di beni e servizi.

Siamo noi che abbiamo il compito di creare coerenza e concretezza, per attuarlo è necessario pensare in termini di doveri e responsabilità.

Due domande da porre a se stessi.
Che valore ho da offrire come esempio personale?
Che valore ho da offrire come servizio lavorativo?

Inoltre: chi sono le persone che posso prendere a riferimento per imparare ad acquisire valore?

Le domande aprono, le affermazioni chiudono.

Organizzare bene il tempo

Chi vive nel mondo occidentale deve far fronte costantemente alla gestione di due capitali: il tempo e il denaro.

Abbiamo creato uno stile di vita nel quale il denaro è predominante, per questo siamo costretti a dedicare gran parte del nostro tempo a lavorare. Insieme al lavoro, dobbiamo tener conto del tempo da dedicare a noi stessi e ai nostri cari.

Un piccolo riepilogo su come viene usato quotidianamente il tempo durante la settimana:

  • lavoro,
  • spostamenti,
  • palestra ed altri tipi di attività fisica, 
  • famiglia,
  • dormire e riposarsi,
  • hobby ed amici,
  • lettura, tv, relax.

La percezione della maggior parte delle persone oggi è di non avere tempo.
Come mai?
Oggigiorno il tempo dedicato al lavoro è molto inferiore a quello che impiegavano i nostri nonni.
Quindi? Forse abbiamo una mancanza di equilibrio sulla distribuzione del tempo, ma anche troppi stimoli che attirano la nostra attenzione?

Per mancanza di equilibrio si intende ad esempio, troppo tempo in mezzo alle persone (famigliari compresi) e poco tempo per se stessi.
Per troppi stimoli, si intende le eccessive esigenze fiscali e burocratiche alle quali siamo sottomessi. A cui si aggiunge l’insostenibile quantità di esigenze consumistiche di cui ci siamo viziati e contagiati a vicenda.
A questo carico insostenibile aggiungiamo il bombardamento mediatico, che consiste in un mostruoso pappone composto di notiziari, gossip, inutili salotti, pubblicità martellante e catastrifismi.
Ed infine, quel poco di attenzione che rimane ci viene rubata dalle notifiche sullo smartphone che ci segnala un continuo ingresso di email, nuovi messaggi, risposte, ecc.

Fatta questa rapida anlisi, c’è da chiedersi se è possibile sopravvivere emotivamente e socialmente in questo tipo di contesto.
Forse è il caso di iniziare A SELEZIONARE ed ELIMINARE?

Una soluzione che apporta immediatamente benefici è eliminare gli stimoli esterni, ad esempio:

  1. quando vai in auto ascolta della buona musica o un audiolibro, al posto della radio;
  2. togli o spegni il televisore in sala da pranzo – il nostro relax e la nostra famiglia hanno certamente la precedenza su persone e fatti che non c’entrano nulla con la nostra vita;
  3. a meno che non devi tenerle attivate per motivi professionali, disattiva le notifiche sul tuo smartphone, perlomeno quando vuoi rilassarti o sei con altre persone.

 

Viviamo nell’era degli eccessi. Chi è avveduto ha già capito, che è arrivato il tempo di eliminare, più che aggiungere.

A chi chiedere consiglio

Le persone che continuano a persistere nei propri problemi hanno una singolare caratteristica: sperano che qualcosa possa cambiare e migliorare, pur continuando a fare le stesse cose.

Sembra che Einstein considerasse una forma di follia “il fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi”.

Il pilota automatico che hanno impostato su molti di noi: mangiare fa diventare grandi … la carne rendo forti e robusti … lo zucchero aumenta l’intelligenza …
Siamo quasi tutti impregnati di frasi che ci siamo sentiti ripetere un’infinità di volte.
Ma sono i consigli giusti per noi?

Quante persone hanno in casa, almeno un solo libro sulla sana alimentazione? Eppure ve ne sono un’infinità, che tra l’altro si acquistano con pochi euro.
Oggi li troviamo persino all’ufficio postale quando andiamo a spedire lettere o pagare le bollette.

Tutti sanno che l’obesità procura mancanza di energia, diabete, malattie cardiovascolari e altre patologie molto serie.
Non sarebbe il caso di iniziare ad informarsi? Del resto è una forma di responsabilità civile e sociale.

La sana alimentazione è una forma di cultura. Le popolazione con un basso profilo civile, sociale e culturale, sono caratterizzate dalle malattie causate da un’alimentazione scriteriata.

Chi è obeso ha tipicamente l’abitudine di non praticare nessun tipo di attività fisica, di guardare molta televisione, di leggere poco o per niente.

Se vogliamo una società migliore, siamo tutti chiamati ad una maggiore responsabilità sulla nostra salute e forma fisica.

Le regole sono semplici, di facile applicazione e dettate dal buon senso.

Come stare bene in condominio

La quiete ed il silenzio favoriscono benessere e tranquillità, quando si sceglie la casa è bene tenerne conto. Subire il rumore del traffico oppure vicini di casa maleducati e chiassosi, può minare seriamente la serenità e la salute personale e famigliare.

Avrai certo sentito di persone che vivono in un continuo stato di stress a causa dei vicini o dei condomini. In molti finiscono in tribunale e qualcuno va anche all’ospedale. L’anno scorso mia moglie è andata a far visita ad un suo zio in un reparto di cardiochirurgia, vicino al suo letto c’era un uomo di quarantanni colpito da infarto, mentre litigava con il condomino del piano di sopra.

La scelta della casa deve tener conto di un fattore fondamentale: accertarsi che tra i vicini di casa o i condomini non vi siano persone ignoranti.

L’ignoranza determina maleducazione, invadenza e prepotenza. Se ci tieni alla tua salute e a quella dei tuoi famigliari, devi prevenire questi problemi.

Il vero benessere e la qualità della vita, hanno come fondamenta la serenità, la quiete, il rispetto, l’ordine, l’educazione.
Lo stato di malessere è invece caratterizzato da disordine, maleducazione, chiasso, invadenza.

Conviene scegliere bene, considerando anche l’investimento che si va a fare.

Favorire il benessere in casa

La casa è il luogo in cui ci rilassiamo e ricarichiamo le forze. La nostra casa deve essere un luogo di assoluto benessere.

Diversi fattori favoriscono il benessere in casa, quelli principali sono il rispetto per gli spazi condivisi, la quiete ed il silenzio, almeno un ambiente all’aria aperta (giardino, terrazzo o ampio balcone).

Gli spazi condivisi.
Lo spazio personale è un fattore importante per ogni essere umano, per questa ragione è necessario rispettare l’ordine negli spazi condivisi, in modo tale da favorirne l’utilizzo di ognuno.
Se lasci il bagno pulito e in ordine, chi arriva dopo di te avrà la percezione di utilizzarlo in maniera esclusiva. Così la cucina, il soggiorno e tutti gli altri ambienti.

Un esempio per capire il concetto. Quando vai in vacanza ed entri nella tua camera d’albergo, trovandola perfettamente pulita e in ordine, la tua percezione è che “stai utilizzando quell’ambiente in maniera esclusiva”. La camera la senti solo tua, eppure vi sono passate decine e decine di persone.

Ci sono degli ambienti di casa usati come spazi condivisi, come ad esempio i bagni, la cucina, il soggiorno, il giardino ed il terrazzo. Per renderli “ambienti del benessere”, è necessario che ognuno rispetti pulizia e ordine.

Gli arredi devono rispettare il gusto, ma anche la praticità. Cose ed oggetti vanno riposti sempre al loro posto ad ogni utilizzo.

Nella nostra casa abbiamo bisogno di benessere, che viene da rispetto, ordine, pulizia, quiete e silenzio. Il malessere invece deriva da inciviltà e mancanza di rispetto degli spazi altrui, disordine, sporcizia, chiasso e rumore.

Tu cosa vuoi per te? E cosa favorisci per gli altri?

Cucinare in modo semplice

La nostra straordinaria cucina rappresenta un modello di gusto e qualità nutrizionale per tutto il mondo. Si tratta di a tutti gli effetti di una preziosa eredità culturale che ci è stata trasmessa dai nostri vecchi.

Per un periodo abbiamo perso la nostra cultura culinaria, come del resto quasi ogni altra forma di cultura e civiltà.

Negli anni del boom economico anche la donna è entrata totalmente nel mondo del lavoro. L’educazione dei figli e la gestione della casa erano in mano alle nonne.
Poi, con la scomparsa delle nonne, le mamme hanno dovuto adeguarsi e per mancanza di tempo, sono state costrette ad utilizzare il cibo più veloce da preparare.
Il cibo industriale.

L’industria si è attrezzata velocemente per soddisfare i nuovi stili di vita, fabbricando alimenti pratici e veloci da preparare.
In pochi anni, il cibo si è trasformato in “prodotto”. Precotti, cotolette già impanate, macedonie pronte, gelati, merendine, snack salati; tutto cibo saporito e pratico da preparare e consumare.
Così sono iniziate le cosiddette malattie del benessere: obesità clinica, diabete, tumori, patologie cardiovascolari.

Successivamente la cucina è diventata una forma di culto, programmi televisivi e ricettari hanno iniziato a proporre ricette sempre più complesse ed elaborate.
La cucina è passata da “preparazione di pietanze sane e digeribili” a “divertimento”.
Risultato, le nuove generazioni non hanno idea di cosa sia il vero cibo semplice, leggero, sano e gustoso.
I giovani adorano la pizza, il kebab, le patatine fritte, le bevande zuccherate, gli snack dolci e salati ed altri prodotti industriali di cui non si conosce a tutt’oggi nemmeno la formula.

I ragazzi mostrano poco o nessun interesse verso frutta, verdura, legumi ed alimenti integrali.
I giovani sono abituati al dolce e al salato. Le loro papille gustative si sono disabituate ai sapori amaro ed acidulo.

Personalmente mi sto impegnando a recuperare i modi di cucinare e le ricette antiche. Nelle mie ricerche ho scoperto con meraviglia, che la cucina autentica è estremamente semplice, gustosa e digeribile.

La vera cucina italiana, oltre ad essere sana, è semplice e pratica.

Datti da fare anche tu, comincia ad informarti chiedendo alle persone più anziane (sopra agli ottant’anni). Mettiti ai fornelli e prova. Sperimenterai piacere, stupore e tanta soddisfazione.