Beneficenza, aiuti, solidarietà

Ci sono persone che per ragioni diverse, si trovano in uno stato di indigenza tale da dover essere sostenute economicamente. C’è persino chi rimane senza una casa e non ha neanche di che nutrirsi. Ci sono interi popoli assoggettati economicamente, di solito per interessi economici e corruzione.

La nostra sensibilità personale ci spinge a dare sollievo a queste persone, attraverso un sostegno economico. Occorre però constatare, che a volte ci troviamo di fronte a varie forme di malaffare che poco hanno a che fare con il vero stato di bisogno. Ci sono ad esempio organizzazioni che pianificano campagne stagionali di accattonaggio. Si sono verificati in passato anche casi di enti associativi, che sfruttavano la solidarietà per fare profitti che andavano agli stessi promotori. Le persone disoneste si trovano in ogni ambito sociale, persino nelle organizzazioni di volontariato. Tuttavia non bisogna farsi scoraggiare dai malfattori.

Aiutare gli altri è un atto di amore e responsabilità, bisogna quindi persistere nel bene senza farsi condizionare dai corrotti. 

In primo piano vanno messi i piú deboli, ovvero gli anziani, i bambini e le famiglie con persone disabili. Il principio basilare è che la solidarietà e la beneficenza, devono essere indirizzati a chi non può provvede da solo a se stesso, a causa di impedimenti fisici, psicologici o derivanti dal contesto famigliare e sociale. Non ha senso aiutare chi può fare da solo, è un danno per chi riceve, per chi dona e soprattutto per il benessere sociale. La mentalità assistenzialista crea una società passiva e cittadini pigri.

L’aiuto va fatto tramite enti ed organizzazioni qualificate, poiché l‘iniziativa personale può esporre a rischi. Non sono pochi i casi in cui il benefattore diventa vittima, perseguitato dalle stesse persone che ha aiutato.

Negli aiuti economici occorre sempre mantenere l’anonimato. Il motivo principale è preservarsi dalla vana gloria, il secondo è tutelarsi dalla possibile persecuzione da parte di dissoluti e malfattori.

Il sostegno che diamo ai più bisognosi ci rende persone migliori, ci umanizza e ci fa essere degni di una società civile.

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