Vittime, persecutori e salvatori

Possiamo constatare ogni giorno, che tendiamo ad assumere ed alternare i ruoli di vittima, persecutore e salvatore.

Quando ci lamentiamo assumiamo il ruolo di vittima, ma in realtà stiamo manifestando immaturità o pigrizia verso le responsabilità e le necessità di cambiamento.

Quando perseguitiamo qualcuno cercando di modificare il suo comportamento, in realtà manifestiamo il nostro disagio ad interagire, delegare e responsabilizzare gli altri.

Quando prendiamo a cuore qualcuno e vorremmo noi stessi risolvere i suoi problemi assumiamo il ruolo di salvatori, ma in realtà manifestiamo il bisogno recondito di sentirci utili, solitamente a causa di una carenza di progetti ed obiettivi personali.

Se invece vogliamo acquisire un atteggiamento maturo e propositivo.

Quando percepiamo in noi la tendenza a lamentarci (vittimismo):

1° – Individuiamo il motivo per cui proviamo sofferenza.

2° – Facciamo un elenco delle possibili soluzioni.

3° – Facciamoci aiutare da professionisti nel campo.

Quando sentiamo in noi l’impeto di rimproverare qualcuno (persecutore) per il suo comportamento, ad esempio disordinato:

1° – Creiamo insieme un elenco dei compiti e la frequenza della messa in atto.

2° – Impostiamo gli step di verifica.

Quando sentiamo il bisogno di aiutare qualcuno a risolvere i suoi problemi (salvatore), spesso ci assumiamo anche il ruolo di risolutori, compiendo noi stessi le azioni a cui dovrebbe assolvere la persona stessa. In questo modo pacifichiamo il nostro bisogno di essere utili, ma impediamo all’altro di sperimentare ostacoli, responsabilità e crescita personale. 

Il giusto atteggiamento potrebbe essere:

1° – Ascoltare con pazienza il problema in questione.

2° – Se siamo nelle possibilità di farlo, indichiamo alla persona la risoluzione attraverso libri, corsi, specialisti del campo.

Per maggiori informazioni sui ruoli di vittima, persecutore e salvatore vedere “Il Triangolo di Karpman”: wikipedia.org/wiki/Karpman_drama_triangle