Come avere un cuore buono

Un giorno ho incontrato un mio conoscente, che è molto amante del pettegolezzo. È interessante ricordare che chi parla male degli altri solitamente lo fa per percepire un proprio potere personale. In pratica il pettegolezzo manifesta una fragilità interiore, che tenta di essere pacificata attraverso l’abbassamento degli altri.

Ebbene questo mio conoscente, è entrato subito in azione raccontandomi che una persona gli aveva detto di aver visto tal dei tali, in compagnia di una giovane ed avvenente signora. Questo tal dei tali è sposato con figli e tanto di nipoti, un fatto quindi assai morboso.
Ma la cosa che mi ha colpito è che alla fine mi ha detto: “comunque ti assicuro che quel tal dei tali ha un cuore buono”. Sconvolgente, secondo questo mio conoscente uno può avere un cuore buono pur tradendo moglie, figli e nipoti.

La logica “occhio non vede e cuore non duole”. Per gli italiani, soprattutto nella politica e nel pubblico, agire in maniera occulta sembra essere ormai diventato un modo di vivere. Fortunatamente in Italia c’è ancora qualche persona dal cuore buono, anche tra gli impiegati statali, non so tra i politici.

Come avere un cuore buono? Semplicemente occupandoci degli altri sia emotivamente che materialmente. Si tratta di amare, cioè di volere il bene altrui. Occupandosi del bene di ogni persona che entra in contatto con noi, sia in casa che fuori. Ed anche telefonicamente, via email e sul web.