Come sopravvivere alla crisi con una piccola impresa

Il benessere economico di un Paese è determinato dalla costanza con cui il denaro fluisce nelle tasche dei cittadini. L’abbondanza di denaro non conta nulla, se questo rimane fermo.

Lo sviluppo economico dell’Italia ha avuto luogo in un periodo in cui le persone erano animate dall’entusiasmo per il futuro. Finalmente tutti potevano permettersi grazie ad un posto di lavoro, una casa, una macchina, le vacanze e la possibilità di garantire un’istruzione ai propri figli.

Un boom economico prorompente che ha determinato un livello ottimale di vita a tutti o quasi, che ha però creato i presupposti per il decadimento socio-culturale-economico che in questo momento affligge la nostra società.

La sicurezza economica ha provocato dei punti di cedimento sull’etica sociale.

  1. Abbiamo abbandonato, quasi a liberarsi di un fardello, le nostre straordinarie radici culturali costruite con sudore e sangue dai nostri nonni.
  2. Gran parte della scuola ha smesso di educare.
  3. L’apparato statale con tutti i suoi funzionari, dai dirigenti agli ultimi uscieri, ha gestito in maniera scellerata le nostre risorse.

Il miraggio dello status symbol, soprattutto i quintali di metallo e plastica rappresentati dalle cosiddette auto di lusso, ha fatto cadere persino la proverbiale saggezza dei contadini. Le belle è tradizionali fattorie si sono trasformate in capannoni simili a quelli industriali.

Tutti hanno dimenticato la sana micro-economia, fatta di scambio di beni e servizi e soprattutto di valore umano. Il fabbro, il falegname, il droghiere sotto casa, il muratore; gente semplice ed onesta da guardare negli occhi e con cui scambiare sempre una battuta sincera e simpatica.
La salvezza economica dell’Italia arriverà nuovamente da questa gente semplice, felice di tornare a casa la sera consci di aver fornito servizi e prodotti con dedizione ed onestà.

 

Piccole e medie imprese a valore reale.