Essere credibili

Per essere credibili bisogna meritare la fiducia, per meritare la fiducia bisogna dire la verità. La società attuale è dominata dalla comunicazione, che è oggi alla portata di tutti.
Non possiamo dire più bugie, perché si verranno a sapere presto.

Nell’epoca della socializzazione virtuale e la condivisione delle informazioni, è importante considerare finalmente, la possibilità di costruire un modello di vita più equo e solidale.
Per fare questo bisogna mettere in primo piano “la piattaforma” nella quale tutto questo avviene, ovvero la natura.

La natura e gli animali sono il nostro habitat, e anche se qualcuno sembra averlo dimenticato, lo sarà anche per le generazioni future.

Se ci troviamo in una stanza e due o tre persone fumano, ad un certo punto avremo l’esigenza di aprire le finestre. Se ci troviamo in un palazzetto dello sport e centinaia di persone fumano, neanche un buon impianto di ricambio dell’aria potrà essere efficiente.

SE CONTINUIAMO AD EMETTERE FUMI NELL’ATMOSFERA A QUESTO RITMO, L’EFFETTO SERRA SARA’ SOLO IL MALE MINORE.

La Terra è un ecosistema chiuso simile ad una stanza o un palazzetto dello sport. Solo che non si possono aprire finestre o installare impianti per il ricambio dell’aria.

In questo momento, ventiquattro ore su ventiquattro, vengono fabbricati prodotti a basso costo che inondano il commercio mondiale; e che alla stessa velocità, finiscono in discarica.

Inquinamento, sofisticazione, sfruttamento, illusione.

  • Inquinamento ambientale per fabbricare.
  • Sofisticazione dei prodotti e dei materiali.
  • Sfruttamento della manodopera.
  • Sfruttamento scriteriato delle risorse naturali.
  • Illusione della società industriale.
  • Inquinamento ambientale per trasportare in ogni angolo del pianeta.
  • Inquinamento culturale prodotto dalla mentalità consumistica dell’uso e getta.
  • Ulteriore inquinamento ambientale per le difficoltà di smaltimento di questa enorme mole di “immondizia”.

Come si arriva ad una soluzione? L’unica via d’uscita è la cultura del meno e meglio.

Sarà la crisi a ristrutturare il buon senso è un’economia sostenibile?

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