Ridurre le proprie esigenze

Se l’esigenza del mercato è quello di comprare al prezzo più basso, l’imprenditore si attrezza per produrre al prezzo più basso. Risultato: qualità al ribasso, sfruttamento dei lavoratori dei Paesi poveri, crisi del mercato del lavoro nei Paesi sviluppati.

Chi ci guadagna? Chi subisce? Chi è responsabile di questa insana recessione economica, morale e qualitativa? Come abbiamo visto, tutti.
Sono colpevoli i consumatori, accecati dal desiderio di comprare più cose possibili al prezzo più basso. Sono colpevoli gli imprenditori che avidamente favoriscono il degradante processo consumistico, che sta privando le nuove generazioni dei valori essenziali per costruire una società civile e responsabile.

Come mai i nostri nonni erano orientati alla qualità, nonostante le loro ristrettezze economiche? Un tempo si acquistavano poche cose, ma della massima qualità.
Oggi si acquistano tante, troppe cose, perlopiù di qualità scadente.

È il momento di ridefinire i bisogni, per cooperare insieme ad uno sviluppo sociale ed economico sano e sostenibile.

  1. Sgombrare le nostre case dall’eccesso, ci permetterà di riacquisire sobrietà e concretezza.
  2. Diventare consumatori consapevoli e critici. Anche per un acquisto di pochi centesimi possiamo essere complici dello sfruttamento del lavoro minorile, degrado ambientale, ulteriore sviluppo della crisi economica.
  3. Leggere le etichette e pretendere di conoscere l’origine di ogni cosa che acquistiamo. Oggi, con internet, è possibile sapere tutto su prodotti ed aziende, se non ci informiamo è solo per pigrizia e negligenza.
  4. Scegliere la sostenibilità in tutte le aree della nostra vita, dalla casa in cui abitiamo alla scelta per le vacanze, lasciandoci guidare dal criterio del meno e meglio.

Tutti siamo chiamati a contribuire per costruire le basi di un futuro più umano, sano e sostenibile. Abbiamo le informazioni, i mezzi e le capacità. Recuperiamo in senso critico, liberiamoci dell’alone di opportunismo ed ipocrisia, che negli ultimi decenni ha offuscato anche le menti più brillanti di questo nostro straordinario Paese.

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