Trovare nuove opportunità

Siamo nel periodo storico delle grandi opportunità. Un’affermazione folle, in un tempo in cui non si parla altro che di retrocessione e crisi? Forse, ma pensiamoci bene, non sono forse stati i momenti storici di difficoltà, a dare nuovi slanci determinanti ad individui ed intere civiltà?

I momenti di crisi ci costringono a dare il meglio di noi stessi. Senza le difficoltà, notoriamente diventiamo pigri, apatici e sazi. Condizione ottimale per far sviluppare deviazioni insane come la corruzione e la deresponsabilizzazione. La corruzione porta a dire, pensare e fare: “tanto lo fanno tutti, tanto nessuno se ne accorge”.
La pigrizia porta a dire, pensare e fare: “nessuno mi obbliga a farlo, lo farà qualcun altro”.
Gli ultimi decenni appena trascorsi ne sono una chiara manifestazione.

Quello che oggi raccogliamo è esattamente ciò che abbiamo coltivato negli ultimi decenni. In un clima di eccesso di benessere tutti i valori vengono meno, cosicchè tutti i sistemi nevralgici della società diventano funzionali a loro stessi, in un atteggiamento permanente di stato di diritto senza nessun dovere.

Politica, istituzioni, sistema scolastico, sistemi sindacali e lavoratori; sono stati risucchiati dalla spirale nefasta della comodità. Diritti e vantaggi per tutti, attingendo al pozzo apparentemente senza fondo delle casse dello Stato. Aberrazioni e storture come la corruzione, l’abuso di potere, le baby-pensioni, la passività di molte aree del pubblico impiego.

Questo è un periodo dominato dal malessere diffuso generato dalla paura di perdere il vantaggio.
Tempo fa una pubblicità recitava: “le tre grandi paure degli esseri umani sono il tradimento, la retrocessione e la morte”. Attualmente, stiamo affrontando la grande paura della retrocessione.

Proviamo a spostare per un attimo l’attenzione, dalla paura di quello che possiamo perdere, alla curiosità su ciò che possiamo sviluppare. Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia e le ricerche scientifiche stanno apportando innovazioni straordinarie. Attualmente ci troviamo nella condizione di poter comunicare in modo immediato ed a costo zero. Siamo in grado finalmente, di creare energie rinnovabili. La medicina ci aiuta a vivere più a lungo e meglio.

La sfida è basata su responsabilità e creatività. I nostri nonni sono stati in grado di superare due guerre devastanti e precarietà assoluta.
In queste condizioni quasi ai limiti della sopravvivenza, hanno mantenenuto i valori della responsabilità per il lavoro e per la famiglia. Inoltre, hanno messo in atto tutte le strategie creative possibili per portare il pane in tavola, progredire e dare lo slancio che ha creato il benessere di cui godiamo oggi.

La vita dei nostri nonni era dominata da un continuo stato di bisogno. Lo stato di bisogno è l’unica condizione che crea l’umiltà, quindi la consapevolezza sulla necessità di interagire con gli altri in modo produttivo.

La nostra vita oggi è dominata dall’agio, che annienta totalmente l’umiltà e il bisogno di rapportarsi in modo comunitario e responsabile. La risposta da dare a questo svantaggio è: come possiamo trasformare questo in un’opportunità di sviluppo, evitando di tornare alla condizione dei nostri nonni?

La risposta più ovvia è: impegno, integrità e responsabilità, da richiedere costantemente a noi stessi e agli altri.

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