Il principio di eguaglianza umana

A parte qualche rara mosca bianca, in Italia i ruoli nevralgici per il benessere delle persone e del Paese, sono assegnate non per meriti, ma per nepotismo ed asservilismo politico ed economico.

Il sistema che fa funzionare uno Stato è quello istituzionale, supportato solitamente dalle organizzazioni religiose e di volontariato. Queste realtà diventano funzionali al benessere delle persone e della società, quando agiscono in modo efficiente ed efficace.
Ma che succede, quando la persona preposta a ruoli chiave come l’istruzione, la sanità, la sicurezza e la funzione pubblica, NON SONO SELEZIONATI PER MERITI E CAPACITÀ?
Cosa succede, quando il delicato ruolo politico NON VIENE ASSEGNATO A CHI HA LA DOTE DELL’INTEGRITA’ E DEI VALORI UMANI E SOCIALI?

La risposta è nel malessere diffuso che imprigiona attualmente un terzo della popolazione italiana, CHE NON HA:

  • la possibilità di esprimere le proprie risorse personali,
  • la possibilità di pianificare e progettare il proprio futuro,
  • la possibilità di lavorare per la propria sussistenza e la propria dignità,
  • la possibilità di fare impresa con una condizione fiscale che permetta la possibilità di sviluppare e reinvestire,
  • la dignità di relazionarsi con soggetti istituzionali onesti e capaci.

Le responsabilità politiche, religiose ed istituzionali che attualmente arrecano un enorme dolore emotivo agli italiani, NON posso passare inosservate a chi si annovera come soggetto della razza umana.