Politica e felicità delle persone

Uno dei fautori della felicità, è la fiducia nelle persone con cui si interagisce, in modo particolare nelle persone da cui si dipende.

Un bambino è fiducioso e felice quando percepisce che i genitori si amano. I coniugi sono felici quando vi è piena fiducia nel rapporto di coppia. Un anziano è felice se sente che può fidarsi pienamente dell’amore dei propri famigliari.

L’aspetto sociale ha le stesse dinamiche. I cittadini si sentono felici quando sanno che le istituzioni e la politica si occupano del loro benessere.

Le famiglie, la politica e le istituzioni noncuranti del benessere delle persone di cui sono responsabili, sono di fatto i fautori della loro infelicità.
L’infelicità crea malesseri distruttivi come ansia, depressione e malattie organiche anche gravi.

Quando emerge uno stato di malessere causato dagli altri, si attivano progressivamente il disappunto e la disapprovazione, e se il colpevole non si ravvede, il disprezzo.
Il disprezzo genera odio, che attiva la risposta di lotta o di fuga. La lotta si traduce in violenza, verificabile nei fatti di cronaca all’interno delle famiglie e nelle rivoluzioni sociali.
La fuga è l’abbandono, per trovare contesti in cui vigono civiltà, responsabilità, educazione, rispetto e amore.

L’amore produce la felicità, la noncuranza genera infelicità e malattie, l’oppressione anima l’odio. La politica è responsabile della felicità delle persone.