Perché in Italia siamo infelici

I fattori che determinano la felicità di una persona sono strettamente legati alla felicità collettiva. Non puoi essere felice in un contesto infelice, i tuoi neuroni specchio modellano l’emotività delle persone che ti circondano.

L’Italia è molto, molto lontano dai primi posti della classifica mondiale della felicità. Il popolo italiano è meno felice persino dei colombiani, uruguaiani e dei nicaraguensi. Vedi la classifica: worldhappiness.report

L’infelicità degli italiani deriva dalla disparità sociale, corruzione della politica e dell’apparato statale, un Paese diviso in due tra Nord e Sud, infrastrutture decadenti, mancanza di lavoro, distruzione della piccola e media impresa, delocalizzazione industriale, globalizzazione culturale e commerciale.
Si può essere felici in uno stato del genere? Difficile, impossibile.

L’Italia ha vissuto il momento di apparente felicità nel dopoguerra, dove le convergenze hanno portato ad alimentare la natura egocentrica dell’italiano.
L’italiano seduttore, che ostenta, supponente, che si confronta con gli altri attraverso l’apparenza. Ha mancato l’opportunità di dare una svolta definitiva al potenziale della creatività italiana, la corruzione ha avuto il sopravvento.

L’Italia è al primo posto per analfabetismo funzionale, in pratica un popolo affetto da idiozia. L’italiano non legge, guarda molta televisione.

Essere felici in un Paese del genere è purtroppo, altamente improbabile.