Forza di volontà o buona volontà?

Bisogna impegnarsi per ottenere quello che ci si prefigge di raggiungere? Assolutamente si, se si ambisce a qualcosa riferito agli altri. Assolutamente no, se si persegue la strada della vocazione personale.

Cosa ti riesce facile? Cosa invece ti resta difficile?
A scuola c’è chi è un genio in matematica, altri invece adorano la letteratura classica e la poesia.

Le parole hanno un senso. Lasciando da parte l’etimologia delle parole, ma riferendoci unicamente al loro significato, possiamo fare una netta distinzione tra la parola fatica e la parola lavoro.

Se pensiamo ad una persona laboriosa, immaginiamo un individuo che si impegna con entusiasmo e solerzia. Se pensiamo ad una persona che fatica, ci figuriamo un soggetto che con molta difficoltà fisica e/o emotiva, assolve ai suoi compiti lavorativi.

Il lavoro, la laboriosità, influisce notevolmente sullo stato di benessere della persona e sulla sua felicità. Può considerarsi fortunato chi svolge un lavoro che ama e che gli permette di essere utile agli altri. Se così non fosse, è necessario usare il tempo libero per organizzare un piano B riferito alla propria reale vocazione personale.

Nell’Area Didattica ci sono esercizi che indicano come usare il tempo libero in modo funzionale al benessere e alla realizzazione personale.