Ritorno alla “normalità”

Immagino un futuro senza autoveicoli e motoveicoli privati, dove le persone si spostano agevolmente a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici.

Tutti si auspicano un ritorno alla normalità, uscendo il più veloce possibile dall’emergenza coronavirus. Ma quale normalità?

La normalità prima del covid era la vita a consumo, tutta basata sul denaro ed incentivata dal denaro. Un’enorme massa di umani che consuma ogni giorno cibo conservato e compra cose usa e getta, con una produzione di rifiuti superiore ai consumi.

L’auspicio del ritorno alla normalità della vita basata sui consumi, rasenta la follia di un mondo che corre insieme verso un baratro.

Del resto i leader politici continuano a dare dei messaggi folli, che dividono le persone anziché unirle in un’unico obiettivo umano e sostenibile.
Abbiamo bisogno di umanità, regole e civiltà. L’anarchia occulta travestita da perbenismo tenta ancora di nascondersi miseramente dietro ad un dito. Il risultato penoso di decenni di omertà da parte di chi è preposto a vigilare e purtroppo, anche da parte dell’opinione pubblica.

C’è bisogno di una reale normalità, basata sulla trasparenza, sulla verità e soprattutto, sull’umanità.