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Ognuno è responsabile del benessere proprio e di ogni altro membro della famiglia. Essere un bene per sé stessi e per gli altri.

Capire meglio gli altri

Cosa bisogna fare per capire meglio gli altri? Banalmente, occorre semplicemente ascoltarli.

Gli altri ci parlano sempre emotivamente, cioè animati dalle emozioni che in quel momento prevalgono in loro. Se sono preoccupati cercano sollievo parlandone con gli altri, se sono nella gioia ne fanno partecipi coloro che amano, se sono arrabbiati cercano di placare l’animosità in loro manifestando il proprio dissenso.

L’ascolto è il dono più grande che possiamo fare agli altri, perché permettiamo loro di esprimere liberamente le emozioni.

Più siamo emotivamente forti, maggiore è la nostra capacità di ascolto. Più ci impegniamo ad apprendere l’ascolto attivo, più diventiamo preziosi per gli altri.
L’ascolto attivo è quello che cerca di cogliere le emozioni che animano chi si relaziona con noi. L’ascolto attivo è quello fatto più con gli occhi, che con le orecchie.

Un classico esempio di cattivo ascolto, è la famiglia che usa tenere il televisore acceso quando si è a tavola. A peggiorare ancora di più la cosa, oggi ci sono anche gli smartphone.
E’ possibile praticare l’ascolto attivo con il televisore in funzione e gli smartphone sotto mano?
La scelta responsabile è eliminare la televisione dalla sala da pranzo e lasciare gli smartphone fuori dalla stanza, disattivandone gli avvisi acustici delle notifiche.

La capacità di capire meglio gli altri è appunto una capacità, un’abilità. Va quindi acquisita come ogni altra competenza, acquisendone i principi e con tanta e tanta pratica.

Benessere, ovvero essere un bene.
Per se stessi e per gli altri.