I mediocri non lo fanno

I ricchi creano alleanze con altre persone ricche, è in questo modo che conservano ed aumentano i loro capitali. I poveri sono solidali tra loro e condividono i beni primari, sperimentando un grande senso di solidarietà e persino felicità.
La classe media compete nell’immagine, tende all’egoismo e all’invidia, condivide con gli altri poco o nulla.

La classe media vive nella mediocrità dell’apparenza, si nutre di gossip e pettegolezzo, si rifugia nel materialismo e nel denaro. Quando raramente aiuta qualcuno, l’individuo della classe media non è capace di mantenere la riservatezza, perché deve vantarsene per esaltare la propria immagine, di fatto inconsistente.

La classe media rimane mediocre perché ha abbandonato l’abitudine che ha fatto evolvere l’uomo, lo scambio aiuto.

Tutt’oggi, le comunità più dinamiche sono quelle che cooperano per una evoluzione collettiva, e non individualista.
Chi comprende questo principio vive felice ed avanza nella vita, chi non vuole comprenderlo è infelice e retrocede.

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