Come gestire meglio i soldi

In un vecchio film western veniva mostrata una scena molto istruttiva per far comprendere la differenza tra la saggezza e la stoltezza.

Alcuni cowboy si preparavano per affrontare un tratto di deserto. Tutti si preoccuparono di riempire le proprie borracce con acqua sufficiente per il viaggio.
Uno di questi invece, riempì parte delle borracce con del whisky.
Ad un certo punto del tragitto, quest’ultimo rimase con le borracce dell’acqua vuote. L’unica riserva rimasta era il whisky. Tentò di barattare il whisky con l’acqua ma nessuno accettò.
Alla fine, il cowboy che aveva scelto di creare una riserva di whisky, anzichè di acqua, morì di sete in mezzo al deserto.

Ricordo solo quasta parte del film, che ha costituito per me un’importante metafora. È importantissimo investire in un valore attivo, perchè costituisce di per se una risorsa, ma anche un sostegno per possibili necessità.

Riferendoci al film, l’acqua è un valore attivo, perchè permette di vivere. Mentre il whisky non è altro che un piacere, per di più anche tossico.

Nella vita reale, il valore attivo è costituito principalmente dal tempo. Nel mondo occidentale, oltre al tempo bisogna considerare valore attivo anche il denaro.
Entrambi, tempo e denaro, sono collegati alla nostra propensione alla saggezza, o al contrario, alla stoltezza.

Alcuni esempi pratici dell’utilizzo del tempo per creare valore attivo o tossicità:
Trascorrere tutto il tempo libero a guardare la televisione = tossicità.
Estrapolare ogni giorno un parte di tempo per leggere ed acquisire informazioni per il proprio sviluppo personale = valore attivo.

Alcuni esempi pratici dell’utilizzo del denaro per creare valore attivo o tossicità:
Spendere il proprio denaro per giocare ai videopoker, comprare gadget ed abbigliamento non necessari, contrarre debiti per andare in vacanza = tossicità.
Spendere il proprio denaro per acquisire beni che creano rendite e/o si rivalutano = valore attivo.

La stoltezza e la saggezza si definiscono attraverso il comportamento individuale nell’apparente normalità.