Come riconoscere il valore

Pare che l’epoca delle quantità, iniziato negli anni del boom economico, stia finalmente volgendo al termine. Dopo lo stile di vita “usa e getta”, si torna alla considerazione del valore e soprattutto, dei valori.

Lo stile dell’usa e getta ha avuto inizio con penne, accendini e rasoi. E’ poi progredito con i mobili di segatura incollata e pressata, la Fiat Ritmo e le posate di plastica. E terminato anche il tempo delle bottiglie di vetro vuoto a rendere, dando spazio a plastica e lattine. L’usa e getta è entrato anche nei rapporti interpersonali, amici a seconda l’occasione, mogli e mariti da sostituire in base ai gusti.

Ebbene, pare che questo “stile di vita” stia volgendo al termine. Si è evidentemente constatato che i costi di questo modo di vivere sono notevolmente superiori ai benefici.
Attualmente le spese per lo smaltimento sono notevolmente superiori ai costi di produzione. Ed anche nelle diatribe personali, ci si è resi conto che conviene scegliere bene prima con chi relazionarsi, se non si vuole affrontare ingenti spese legali dopo.

Ironia di tutto ciò, è la constatazione fatta da alcuni ricercatori, che dimostra di come la quantità abbassi notevolmente l’efficacia e l’efficienza personale. Quello che si è scoperto è che le troppe opzioni stressano e rendono meno produttivi, diminuendo così la capacità di espressione e realizzazione personale.
Un armadio pieno di abiti e la casa colma di cianfrusaglie, rappresentano anche un modo di vivere, pieno di tanto ma ricco di niente.

Qualcuno obietterà: “ma l’economia si basa sui consumi!?”.
Sono perfettamente d’accordo. Infatti esistono dei beni di consumo che fruttificano, anziché creare rifiuti non riciclabili.
La cultura è un sano consumo, il turismo nelle strutture a gestione famigliare sono assolutamente salutari e benefiche. Ed ancora, i prodotti alimentari di qualità e l’artigianato tipico realizzato con materie prime locali. Per non parlare di tutti i servizi, da quelli bancari a quelli sanitari.

Insomma, senza troppa fatica ci accorgiamo che esiste un sano consumismo, a patto che alla base ci siano i presupposti del valore e dei valori.

Valore e valori, l’esatto opposto dell’usa e getta.