Come migliorare il proprio rapporto con il cibo

“Il cibo assume nell’epoca moderna più la funzione di divertimento, che di nutrimento e sostentamento. Per questo ne siamo dominati come vizio, a danno della nostra salute fisica e morale.”
(Benessere.it/Riflessioni)

Il cibo-spazzatura e il cibo nella spazzatura, due fenomeni che provoca indignazione in pochissime persone. La maggior parte della gente neanche ci fa più caso.

Il cibo-spazzatura è di per se, anche nel nome che gli è stato dato, una profanazione della prima risorsa per il sostentamento umano. Merendine, gelati, snack e patatine; nessuno si preoccupa del loro contenuto nutrizionale e del modo con cui sono stati preparati. Si somministrano tranquillamente questi alimenti ai bambini semplicemente per appagarli, perché se diamo loro la frutta fanno i capricci e non sono contenti.
Ecco allora che alleviamo le future generazioni, rendendoli dipendenti da cose di poco conto che appagano temporaneamente i loro istinti. Manchiamo così di educarli a gestire i loro impulsi e ragionare prima di agire, per acquisire quella consapevolezza decisionale che è la vera fonte della libertà e della felicità.
Che tipo di società può essere quella allevata a cibo-spazzatura e televisione?

Il cibo nella spazzatura è l’altro fenomeno che qualifica la generazione che detiene oggi il potere politico, economico e della comunicazione.
La sacralità del cibo è legata al fatto che senza mangiare si muore. Oggi ci sono ancora tantissime persone, soprattutto bambini, che ogni giorno muoiono di fame. Nessuno si indigna e la cosa continua ad andare avanti. Si tratta di un vero e proprio genocidio, alla pari di quelli perpetrati nel passato, basta andare su Wikipedia e digitare “genocidio” per capirne la portata.

Orrori fatti in maniera consapevole e mentre questo avveniva, chi sapeva si è girato dall’altra parte. È forse quello che stiamo facendo anche noi, sapendo che una miriade di gente ogni giorno non ha neanche il cibo per sopravvivere, facciamo finta di non vedere e siamo noi stessi sperperatori di risorse.

La macchina commerciale non può fermarsi e recuperare il cibo in scadenza, perché ha dei costi più alti che produrne del nuovo, magari sfruttando in maniera scriteriata e spregiudicata persone e risorse naturali. Questa società ha l’esigenza di andare veloce, ad un ritmo imposto non si sa da chi e da cosa.
Ma fortunatamente viviamo in un Paese libero, siamo noi a scegliere. Nessuno ci impone nulla, siamo noi che ci abbandoniamo pigramente ai nostri vizi, a danno della nostra salute e della nostra integrità morale.

È il momento di rallentare, essendo noi stessi fautori del cambiamento necessario che ci impone la nostra condizione di “esseri umani”. La nostra umanità si mantiene viva solo quando evitiamo di girarci dall’altra parte di fronte al dolore ed alla difficoltà di un nostro simile.

I popoli del mondo occidentale hanno un rapporto conflittuale con il cibo, è tempo di fare pace, poiché questa guerra ha causato fin troppe vittime. Forse pochi conoscono quanti danni procurano oggi alla salute delle persone (e del sistema sanitario) l’obesità, il diabete e le altre patologie causate dal consumo di cibo eccessivo e di cattiva qualità nutrizionale. Se vi si aggiungono i morti causati dalla mancanza dei viveri primari, ci si può rendere conto che si tratta di una vera e propria guerra.

Facciamo pace con il cibo, con la nostra coscienza e con l’umanità, acquisiamo uno stile di vita responsabile.
Da dove cominciare?
Ecco alcuni semplici suggerimenti:
Preferiamo cibo di stagione prodotto localmente locale.
Verifichiamo gli ingredienti ed il modo con cui vengono prodotti gli alimenti che portiamo in casa.
Abituiamo i bambini a consumare frutta fresca al posto delle merendine e snack.
Contribuiamo a realizzare gli strumenti che permettono alle popolazioni che vivono in povertà, di vivere in maniera degna ed autonoma. Possiamo dare un contributo economico ad una delle varie Organizzazioni che operano in queste aree del mondo. Anche un contributo minimo può valere tanto, basti pensare che con meno di 20 euro è possibile ridare la vista ad una persona con un semplice intervento sulla cataratta.
Nei Paesi poveri, pochi euro possono costituire il sostentamento vitale di una o più persone.
Quanta gioia si prova nel sapere che tante persone tra medici, tecnici e semplice manodopera, scelgono ogni anno di trascorrere le vacanze prestando gratuitamente la propria opera a beneficio di queste persone, che vivono la vita con estremo disagio?

Rallentiamo, e stabiliamo con gioiosa consapevolezza un nuovo rapporto con il cibo, a beneficio della nostra salute fisica e morale. Chi è dominato dai vizi e dalle dipendenze, acquisisce una condizione di egocentrismo che lo disumanizza e lo allontana sempre più dal vero benessere, che ha come fondamenta la serenità d’animo.

RALLENTIAMO.